Il rapporto del salentino col resto della dirigenza è ai minimi termini e già prima della fine della stagione può arrivare la separazione. E i casting per il successore sono già partiti
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Faggiano e Carli
Sono i direttori sportivi del ridimensionamento. Quello quasi matematico se per il secondo anno di fila la Roma dovesse mancare l’accesso alla Champions League. Il primo è un altro salentino (di Copertino, in provincia di Lecce) che sta facendo bene al Parma dopo l’esperienza al Palermo. In Emilia ha puntato su alcuni giovani (Kulusevski più di tutti, strappato all’Atalanta e venduto a peso d’oro alla Juventus) ma ha scelto bene anche tra l’usato sicuro con gli esempi di Gervinho e Bruno Alves. Un uomo della sostanza più che dell’apparenza, lo stesso identikit con cui si era presentato Petrachi. Il suo arrivo sarebbe un segnale di continuità ma di certo non fa scaldare il cuore ai romanisti. Così come quello di Marcello Carli, seguito dai tempi dell’Empoli e ormai vecchia volpe del calcio italiano. In Toscana con Sarri e Giampaolo ha scoperto e lanciato alcuni giovani interessanti (Rugani, Zielinski, Bennacer, Hysaj, Saponara) mentre al Cagliari ha dovuto alzare l’asticella e ha allargato i suoi orizzonti al calcio internazionale. Per ultimo c’è Ausilio, destinato però a rimanere all’Inter a meno che Conte non scelga di portare in nerazzurro proprio l’amico Faggiano.
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