Football Fest, Sabatini: “La Roma vuole Dzeko. Ibrahimovic basta per vincere e per rovinare una società” – FOTO

Il ds : “Dzeko? Non è vicinissimo, ma la Roma pensa a prenderlo. Romagnoli non si vende… forse. Avevamo Luiz Adriano, poi abbiamo cambiato idea. Lacazette? Incedibile. Strootman riprende con i compagni tra un mese, Castan sta bene”

di Redazione, @forzaroma

E’ in corso in questi giorni a Perugia il Football Fest, il primo Festival dedicato al racconto del calcio. Oggi in particolare, in Piazza della Repubblica si è svolto un evento dal titolo: “Splendori e miserie del gioco del calcio”, titolo ispirato dall’omonimo romanzo di Eduardo Galeano, scrittore uruguayano deceduto meno di due mesi fa. Tante le personalità che sono intervenute nel corso della manifestazione, tra questi il giornalista Paolo Condò, Roberto Pruzzo nonché il presidente dell’Associazione Encuentro Rocco Dozzini. I veri protagonisti della serata sono stati tuttavia l’attore romano e romanista Valerio Mastandrea ed il direttore sportivo della Roma Walter Sabatini:

La chiacchierata tra i cinque è stata un’occasione per raccontare il calcio, ma anche scherzare e, inaspettatamente, rivelare; imbeccato da alcuni bambini del pubblico Sabatini si è lasciato andare ad esternazioni insolite per lui. Un’incontinenza frutto del clima accogliente creatosi nel capoluogo della sua regione di nascita (presenti anche alcuni suoi ex giocatori dei tempi del Perugia), oppure una scelta deliberata? 

 

Riportiamo qui di seguito le dichiarazioni principali rilasciate da Walter Sabatini nel corso dell’incontro:

BIELSA – “Quando lo contattati lui aveva già un piano che noi non sfioravamo neanche con il pensiero: aveva già le cartine di Trigoria, conosceva tutta la struttura giovanile della Roma, avrebbe voluto disegnare i muri in una certa maniera per colpire i giocatori dal punto di vista cromatico… Un uomo pregno di poesia calcistica, che non a caso è l’unico vivente a cui sia dedicato uno stadio (quello del Newell’s Old Boy, a Rosario in Argentina ndr). E’ un individuo particolare, non assimilabile a nessun altro uomo che fa questo mestiere. Lo fa con l’anima e con la testa e in questo c’è qualche contraddizione perché gli manca forse un po’ di elasticità. Comunque Bielsa è una grandissima persona”.

LUIS ENRIQUE – “E’ un allenatore dotato di costanza e capacità di ragionare in campo per conseguire l’obiettivo. Non riusciva però a sopportare le pressioni, che a volte sono esagerate, sguaiate, senza ritegno. Perciò alla fine dell’anno, sebbene noi avessimo fatto di tutto per proteggerlo, se n’è voluto andare ma se fosse stato per noi sarebbe rimasto pur non avendo fatto un grande risultato in classifica. E’ un grande allenatore e un uomo di una lealtà assoluta: con la società, con i calciatori, con se stesso. L’avremmo voluto trattenere ma non ce l’abbiamo fatta. Questo è il calcio: il calcio disconosce, non capisce… sono emozioni collettive che spesso combinano una confusione dalla quale non ci si salva, soprattutto in una città come Roma”.

ITURBE – “Iturbe lo aspettiamo anche per i prossimi tre anni, se serve. Hanno voluto distruggerlo in fretta. Lui però è fortissimo. Inserito in un contesto che funzionava ha avuto difficoltà iniziali, poi ha scontato una sorta di livore cittadino che c’era verso persone terze che non erano i giocatori: hanno iniziato a demolirlo. Il ragazzo tuttavia ha una tenacia e una forza sua interiore, una capacità di soffrire che, mi dispiace per i detrattori, lo renderanno un grande giocatore subito”.

MERCATO DI GENNAIO –Sul mercato di gennaio non ho bisogno di difendermi perché mi sono già autodenunciato. Ma devo ricordare di due dei calciatori sfortunati che la gente, che è stata indotta a ragionamenti grossolani, è arrivata subito a giudicare in maniera negativa. Invece io dico che se faccio un investimento transitorio, il quale non comporta un ipoteca nel futuro, per ottenere un mio obiettivo minimale che è la Champions League, e per esempio al povero disgraziato e vituperato Doumbia capita di aprire due partite e portare a casa 6 punti io oggi posso raccontare alla gente, e la gente ne deve prendere atto, che poi alla fine ho ottenuto il mio obiettivo e che quella Champions League dipende anche dal vituperato Doumbia. Devo aggiungere che la progressione di Ibarbo ha prodotto il primo gol nel derby. Quindi gli investimenti di gennaio, non certo celebrati e che non hanno portato alla Roma gloria e fama, hanno tuttavia portato i punti che servivano per andare in Champions League”.

IBRAHIMOVIC – “Ibrahimovic basta per vincere lo scudetto? Sì, ma anche per rovinare una società”.
(Interviene Valerio Mastandrea: “Ma la società se si rovina, si ricostruisce, anche Roma l’hanno saccheggiata. Sappi che ci sono ameno 14o0 persone disposte ad andare a piedi a Parigi da Roma… Un pellegrinaggio”).

BERTOLACCI E ROMAGNOLI – “Bertolacci l’ho venduto perché è molto bravo ma mi servivano un po’ di soldini. Romagnoli non si vende… forse! No, non si vende e non si deve vendere”.

MERCATO: BACCA E DZEKO- Come è andata con Bacca? Bene. L’abbiamo seguito come altri giocatori, il Milan è stato risoluto nel prenderlo, con una bella valutazione ed un salario importante anche… Bella operazione! Dzeko? Non è un giocatore vicinissimo alla Roma, ma la Roma pensa che sia un giocatore giusto per la Roma, la Roma pensa a Dzeko“.

TUTTE LE ALTRE ESTERNAZIONI A gennaio avevamo preso Luiz Adriano, poi abbiamo cambiato idea. Lacazette? Incedibile. Strootman tra un mese ricomincia a lavorare tra un mese con gli altri. Riaverlo sarebbe un grande acquisto. Castan sta già bene. Se Gervinho vuole andarsene? No, ha cambiato idea, vuole rimanere a Roma. E’ una buona soluzione per la squadra se torna a fare il Gervinho. Arriverà qualcuno prima del ritiro? Improbabile. Kevin Mendez è un giocatore che ha fatto attività qui, probabilmente non è pronto, lo manderemo altrove“.

 

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