Una giornata tutta per lui e per le sue infinite gesta: il Capitano si è ripreso la squadra e la città e sta facendo parlare della sua doppietta tutto il mondo. Dagli ex compagni agli ex avversari, dai vip ai semplici tifosi. Ma rimane un interrogativo: Pallotta gli rinnoverà il contratto?
Ieri sera Roma e la Roma si sono inchinate al Capitano Francesco Totti, dopo avergli chiesto a gran voce di salvarle da una capitolazione che avrebbe significato molto, in negativo. Una squadra distratta, pasticciona, paurosa e inconcludente si avviava verso un’amara sconfitta, la seconda in campionato con Luciano Spalletti sulla panchina ma la prima dopo 13 gare. Soccombere contro il Torino, dopo aver perso 4 punti con Bologna e Atalanta, avrebbe decretato la fine delle ambizioni per il secondo posto e l’inizio dell’ansia in chiave premilinari di Champions, con l’Inter a tallonare i giallorossi nonostante il ko a Genova. E invece il numero 10, con i suoi 39 anni, ha caricato tutti sulle spalle e mettendo piede in campo all’ 86° non solo ha scaldato un ambiente ammutolito dall’assurdo gol di Martinez, ma ha anche significato l’inizio della rimonta. La doppietta di Francesco ha quasi definitivamente ricacciato indietro Mancini&Co, ora a 7 lunghezze di distanza senza scontri diretti a disposizione per recuperare. E ha preparato il terreno più adatto per affrontare il Napoli lunedì pomeriggio, sempre all’Olimpico.
Inevitabile che oggi l’attenzione sia tutta per lui, “Mister 23 secondi” come qualcuno lo ha ribattezzato: tanto c’ha messo il Capitano a segnare con una zampata da ragazzino, dopo essere entrato al posto di un anonimo Keita. “Eterno”, “leggenda”, “mitologico” sono gli aggettivi più ricorrenti. Non solo in Italia, ma anche all’estero, dove c’è meno incredulità di quanta se ne possa immaginare e di quanta ce ne sia qui da noi. In tanti si sono scomodati per commentare le ennesime gesta di Francesco Totti: ex compagni, ex calciatori affrontati in mille battaglie, vip romanisti e non, allenatori. Nonostante ciò, aleggia cupo un grande punto interrogativo: rinnoverà il contratto? James Pallotta darà carta e penna al Capitano, permettendogli di chiudere la carriera a 40 anni con la maglia che più ha amato, difeso, preteso e tante volte scelto e preferito ad altre più blasonate e prestigiose?
VOCI PER TOTTI – Gianluca Vialli a Sky Sport evita di schierarsi apertamente con Francesco, pur riconoscendone l’immenso valore. “Se Totti volesse continuare dovrebbe farlo pensando al bene della società, evitando il dualismo con Spalletti. Lui dev’essere un valore aggiunto, concentrarsi sul risultato finale più che sul minutaggio. La decisione di restare o meno spetta a lui, lo merita come riconoscimento. I limiti fisici? Ci sono, Spalletti ha ragione, anche se i numeri sensazionali li avrà sempre”.Pippo Baudo, inossidabile presentatore della nostra tv pubblica, intervistato da ForzaRoma.info è molto più tranchant:”Pallotta si è tenuto fuori dalla questione – ha detto – non si è espresso chiaramente e ha messo in difficoltà sia Totti sia Spalletti. Sono assenti ingiustificati, Pallotta soprattutto. Se Francesco vuole giocare ancora, che vada all’estero, perché qui non potrebbe fare il titolare a pieno ritmo”. Sui gol di ieri: “Una sensazione meravigliosa, lui è eterno, una rarità”.
Suo compagno di squadra in tante vittorie e soprattutto in quel 2000/2001 glorioso per la conquista del Tricolore, Marcos Cafu all’AdnKronos ha espresso tutta la sua gioia per l’ex compagno: “Solo lui sa qual è il momento giusto per smettere, nessun altro può dirglielo. È un campione, speriamo possa star bene ovunque vada e in qualsiasi ruolo. Da amico mi auguro il meglio”. Sulla Roma: “Spalletti ha dato nuova vita ai giallorossi, stanno risalendo. Peccato sia quasi finito il campionato, ma l’anno prossimo la Roma potrà lottare per lo scudetto”. Rosella Sensi ha sempre avuto un occhio di riguardo per il numero 10, avendo assistito alla sua crescita ed esplosione quando da ragazzina osservava la Roma guidata dal papà, ruolo poi assunto da lei. “Vederlo entrare gli ultimi 5 minuti è stata inizialmente una delusione – ha detto – poi quando ha segnato mi sono commosso. Potrei raccontare molto di quanto ha fatto per la Roma, anche quando eravamo in difficoltà. È un fratello per me, non è solo un giocatore. È un simbolo del calcio italiano. La sua carriera non deve finire così, per rispetto suo e di chi ama il calcio. Mi auguro che Pallotta lo capisca”.E ancora, ecco le parole a FcInternews di Javier Zanetti, ex capitano dell’Inter e attuale vicepresidente nerazzurro: “Con Totti ho un grandissimo rapporto, c’è ammirazione e rispetto. È un grande campione che ha fatto la storia della Roma. Mi auguro che finisca al meglio con la sua squadra del cuore: ora l’unica cosa che conta è la società”. Immancabile Zdenek Zeman, uno che anche dalla Svizzera non ha mai lesinato critiche per chi sta gestendo gli ultimi mesi del Capitano: “Per me lui non è una novità – ha detto il boemo in streaming su Sportmediaset.it– è normale che segni, ma non che lo abbia fatto entrando a 5 minuti dal termine. Se merita il rinnovo chiedetelo alla societa, finché si sente all’altezza è giusto che continui”.Infine Antonello Venditti, cantore ufficiale della Roma con il suo inno e grande tifoso romanista: “Che fantastica storia è la vita – commenta citando un suo noto brano - , Totti è una fantastica storia della nostra vita. La partita di ieri rimarrà nella memoria di tutti. Totti è decisivo, non è una salma, ma un giocatore vero. Riflettiamo tutti dopo ieri”.
UNDICI METRI, MILLE EMOZIONI Molte volte la carriera di Totti ha vissuto momenti epici, di svolta per lui e per la squadra, proprio dagli undici metri. Quelli che ieri lo separavano da Padelli e dal gol del 3-2, realizzato sotto una Sud vuota ma un Distinti caldissimo ed emozionato, commosso e stralunato. Il rigore contro l’Australia al Mondiale del 2006, giocato con una gamba sola e vinto anche grazie a quel tiro vincente. O quello di sei anni fa contro il Bayern Monaco, anche lì un 3-2 che significò passaggio del girone eliminatorio in Champions dopo aver perso 2-0 all’andata e dopo essere finiti sotto 2-0 nel primo tempo anche a ritorno. E andando ancora più indietro, quell’Europeo maledetto nel 2000, quando alla fine di una drammatica semifinale contro i padroni di casa dell’Olanda l’allora 22enne “Pupone” superò Van der Saar con un irriverente cucchiaio. Mò je faccio er cucchiaio. Chissà se avrà pensato lo stesso ieri sera.
LACRIME DI GIOIA Alessio Avallone ricorderà per sempre la gara di ieri: al secondo gol di Totti è scoppiato in lacrime ed è stato ripreso dalle telecamere di tutte le tv presenti, mentre a sua volta immortalava con lo smartphone l'esultanza di Capitano e della Roma. Una forma particolare di "sindrome di Stendhal", cioè quando ci si commuove davanti a un'opera d'arte: "E' successo questo, perché Francesco è un'opera d'arte". E Alessio oggi ha avuto il privilegio di andare a Trigoria e stringere la mano al monumento vivente che è Totti, oltre che al mister Spalletti: "Un punto d'incontro tra i due si può trovare", ha commentato Alessio.
TAPIRO PORTA FORTUNA Come le Iene “portano bene”, anche Valerio Staffelli potrebbe diventare un porta fortuna. Dopo il Tapiro d’Oro consegnato sia a Totti sia a Spalletti per il litigio di Bergamo, il Capitano ha realizzato una doppietta. E allora il noto inviato di Striscia la Notizia è tornato alla carica, portando un secondo Tapiro a casa del numero 10. Ha trovato la moglie Ilary, che ha spiegato: “I suoi gol sono anche merito mio, che gli faccio fare stretching tutte le sere. Ero più emozionata per i gol che per il ‘ti amo’ alle telecamere”.
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