Sia al Wolfsburg che al Manchester City il bosniaco ha iniziato con il freno a mano tirato. Nella seconda stagione arriva sempre il boom: tanti gol ma soprattutto titoli nazionali
Era il 6 agosto quando Edin Dzeko arrivò a Roma mandando in tilt l’aeroporto di Fiumicino: ben 4mila tifosi pronti ad accogliere il grande attaccante tanto atteso per poter finalmente garantire ai giallorossi quel salto di qualità in attacco per riuscire a concretizzare il grande sogno scudetto. Un curriculum che parlava da sé: una Bundesliga e due Premier League vinte in carriera, miglior realizzatore della storia della nazionale bosniaca con 45 gol. Eppure quei canti e quei cori inneggianti il suo nome meno di cinque mesi più tardi si sono trasformati in mugugni ed accenni di fischi. Incredibile se pensiamo a quanto successo in quel giorno assolato di metà estate. Altrettanto incredibile se andiamo a ricordare quella doppietta nell’amichevole contro il Siviglia ma soprattutto quello stacco imperiale su Chiellini nella seconda giornata di campionato: il bosniaco colpisce il pallone di testa, supera il difensore bianconero e insacca alle spalle di Buffon. Il 30 agosto la Roma vince per 2-1 sulla Juventus proprio grazie alla rete di Dzeko. Sembra il preludio di una favola già scritta pronta ad avere il suo lieto fine a maggio, con il centravanti ex City protagonista supremo della scena.
DZEKO FLOP? – Ad oggi quella rete resta l’unica su azione in campionato da parte di Dzeko. In Serie A ne sono arrivate anche altre due, ma soltanto su rigore. Un totale di 3 gol su 21 tiri nello specchio della porta, una percentuale di realizzazione del 14% ben lontana, ad esempio, da quella dei bomber delle altre squadre italiane come Higuain (44%), Mandzukic (75%), Icardi (64%), Bacca (53%) e Kalinic (50%). C’è chi già gli ha attaccato addosso l’etichetta del flop, nonostante sia ormai alla luce del sole quanto in questi mesi più che il centravanti il suo ruolo sia stato quello di suggeritore per gli attaccanti esterni. La maggior parte dei suoi gol in carriera Dzeko li ha segnati dall’interno dell’area avversaria, eppure nella Roma è costretto a giocare quasi sempre ben lontano dalla porta, costretto a raccogliere i lanci lunghi provenienti dalla difesa. È Dzeko che gioca per la Roma quando invece dovrebbe essere il contrario. Lui si è preso tutte le responsabilità ("Se non segno è solo colpa mia, non dei compagni") ma è anche vero che la squadra, non essendo abituata da tempo ad un vero centravanti, non ha ancora imparato a giocare per lui.
WOLFSBURG – Nell’ultima partita prima della sosta natalizia è persino arrivata la prima espulsione in carriera, evidente sintomo di un certo nervosismo. Eppure Dzeko non è affatto nuovo a partenze in sordina al suo approdo in una piazza. In Bundesliga ha trovato la sua definitiva consacrazione, ma dal suo arrivo al Wolfsburg nel luglio del 2007 all’esplosione passò un anno. Nella prima stagione nel campionato tedesco, l’attuale centravanti giallorosso mise in rete soltanto 8 palloni. Un gol ogni 225’, più del doppio rispetto alla sua stagione successiva: 26 reti in Bundesliga (una ogni 101’) che portano per direttissima il Wolfsburg alla vittoria del Meisterschale 2008/2009. Risultato da non sottovalutare quando giochi nello stesso campionato del Bayern Monaco, nuovamente vincitore l’anno successivo nonostante Dzeko riuscì comunque ad aggiudicarsi il titolo di capocannoniere di Germania con 22 gol (uno ogni 137’).
MANCHESTER CITY – Nella stagione ‘10/’11 il centravanti bosniaco parte con il Wolfsburg (10 reti in Bundesliga, una ogni 152’) ma nel calciomercato invernale arriva il passaggio al Manchester City per 38 milioni di euro. Cifre ‘monstre’ riservate ai più grandi del calcio europeo, eppure nei suoi primi mesi in Premier League Dzeko insacca in porta soltanto 2 palloni (un gol ogni 424’). Numeri che non giustificano l’esborso economico, ma Mancini – l’allora tecnico dei Citizens – insiste con il bosniaco ed ecco i risultati: il City torna alla vittoria della Premier League dopo 43 anni anche grazie alle 14 reti di Dzeko (una ogni 107’). Altri 14 gol arrivano nel campionato successivo (uno ogni 129’), ma è la stagione 2013/2014 la migliore dell’attaccante in Inghilterra. Sedici gol in Premier (uno ogni 124’), 2 in Champions, 2 in FA Cup e 6 in League Cup. Un totale di 26 che permette al Manchester City di bissare il titolo di due anni prima ma anche di mettere le mani sulla coppa di lega. L’anno successivo (‘14/’15) poche presenze, tanti infortuni, un allenatore che non lo vedeva più e soltanto 4 reti nel campionato inglese. La Roma rappresenta la sua rivincita, per il momento fallita, ma i numeri dimostrano come Dzeko abbia bisogno di una fase di adattamento per poi esplodere e portare la sua squadra alla vittoria. Non resta che attendere.
© RIPRODUZIONE RISERVATA