Spazio anche per un piccolo elogio ai tifosi giallorossi: “Riempiono sempre lo stadio. La Lazio no”
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Estate 2024. La Roma sogna con De Rossi in panchina. Il tecnico c'era, la squadra si stava completando. Mancava un bomber, un giocatore in grado di sbloccare i match più difficili. La scelta dei Friedkin ricadde su Dovbyk. E non fu casuale: i giallorossi scelsero di prendere il Pichici de La Liga. I tifosi erano in festa. Un nuovo goleador era atterrato a Roma. Ora, tornando al presente, è tutto cambiato. Lo sa bene, Dovbyk. Lo sanno i tifosi. Il suo presente parla ancora giallorosso. Ma il suo futuro è vicino ad essere lontano dalla Capitale. E nel podcast 'Rosso Dritto' in Ucraina, si è aperto come mai prima d'ora. Parlando del suo rapporto con il club, del passato e di futuro. Uno dei temi più curiosi riguarda le sue esultanze. Alla domanda sul perché non festeggi spesso i gol, Dovbyk risponde con sincerità: “Non lo so, sono fatto così. Leggi, vedi le notizie, ascolti. Forse è il mio subconscio che non mi fa alzare le braccia e dire: ‘Ehi, sono io’”. Poi il riferimento ai tifosi della Roma: “La Roma riempie sempre lo stadio. La Lazio no. 70mila ogni partita, non importa l’avversario. I tifosi sono fantastici. A volte sei il re, altre crolli. Se fai gol e la squadra vince, per loro sei il migliore d’Europa. E sì, se segno soprattutto all’Olimpico sono felice”.
Dovbyk ripercorre anche le scelte del passato. “Potevo andare all’Atletico Madrid, ma quando ho parlato con De Rossi ho scelto la Roma. Con lui sentivo una connessione unica. Mi fidavo ciecamente”. E sull’ex tecnico: “È una leggenda del club, come Totti”. Poi il passaggio su quella stagione: “Con Juric abbiamo perso tutto. Con Ranieri siamo usciti dal tunnel passo dopo passo”. Sull’attuale allenatore Gasperini aggiunge: “Si corre tantissimo, con e senza palla. Mi ha detto Malinovskyi: ‘Non è mai morto nessuno’. Ed è vero”. Infine il futuro. Dovbyk non chiude nessuna porta: “Non mi piace lasciare le cose senza finirle. Andare via in estate è un conto, a gennaio un altro. In generale voglio capire se c’è spazio per me alla Roma”. E sull’ipotesi mercato: “Lo scorso agosto potevo andare al Milan, ma era difficile chiudere tutto in pochi giorni. Non volevo lasciare le cose a metà”. Un messaggio chiaro. Dovbyk guarda avanti, ma senza fretta di salutare Roma.
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