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Denis: “La Roma farà un campionato di vertice. Mi sarebbe piaciuto giocarci nel 2015”

Poi aggiunge: "L’Atalanta gioca in Europa una competizione difficile come la Champions, che può portare via energie per il campionato”.

Redazione

German Denis, ex attaccante dell’Atalanta, ha parlato all’AS Roma Match Program in vista del match di domani tra i giallorossi e l'Atalanta. Queste le sue parole:

Cosa l’ha spinta ad accettare l’offerta della Reggina?

“Questa era una sfida stimolante, in un club organizzato e con prospettive di crescita. Voglio dare il mio contributo, in termini di gol e personalità alla squadra. Ci sono i presupposti per fare bene. In Italia mi sono sempre sentito a casa, qui mi sono tolto parecchie soddisfazioni”.

Beh, sì, almeno i romanisti la ricordano bene come avversario…

“Eh, in effetti contro la Roma ho fatto parecchi gol. Addirittura una tripletta in quell’Atalanta-Roma 4-1 del 2012. Pure all’Olimpico mi è capitato di segnare, a volte anche regalando vittorie o pareggi alla mia squadra”.

C’è una rete che porta nel cuore?

“Tra quelle segnate alla Roma, ne ricordo una che feci ai tempi del Napoli. Giocavamo al San Paolo, iniziammo la rimonta grazie a me sotto di due gol”.

Napoli-Roma del 2010, poi finì 2-2…

“Esattamente. E il 2-2 fu di Hamsik. Mentre la Roma era andata in vantaggio con Julio Baptista e Vucinic. Quella era una Roma da vertice, che sfiorò lo scudetto con Ranieri. Ho sempre avuto molto rispetto per la squadra giallorossa”.

Esordì pure contro la Roma…

“Sì, nel 2008 quando arrivai a Napoli. Fu una partita complicata, era la prima giornata di campionato. La Roma andò in vantaggio con Aquilani, poi Hamsik riportò il risultato in parità nel secondo tempo. Di quella giornata ricordo un caldo atroce (era il 31 agosto, ndr) e il mister Reja a fine partita esaltò la mia prestazione, nonostante avessi avuto a che fare con due difensori forti ed esperti come Mexes e Juan. Fu un bel battesimo, diciamo”

Ha mai avuto la possibilità di vestire il giallorosso in passato?

“Ci fu un momento nel 2015, quando ero già all’Atalanta. Si parlò di me in possibili trattative di mercato tra Inter e Roma. Non se ne fece nulla, ma non nascondo che mi sarebbe piaciuto parecchio portare quella maglia”.

Invece, è stato idolo a Bergamo…

“Sono lo straniero che ha segnato più gol nella storia dell’Atalanta. Ho trascorso cinque anni a Bergamo, è stata la squadra in Italia dove sono stato di più. Sono stato capitano di un gruppo di ragazzi eccezionali. Di quel periodo conservo ricordi bellissimi in campo e fuori. La mia famiglia si trovava benissimo in quel contesto e con tanti amici che abbiamo conosciuto nel corso del tempo. Quanto alla squadra, noi abbiamo in qualche modo creato le basi per l’Atalanta di oggi che gioca in Champions”.

Le sarebbe piaciuto essere allenato da Gasperini?

“Senza dubbio, è un grande tecnico e pratica un calcio offensivo in cui tutti i giocatori sono coinvolti nella manovra offensiva. Gli attaccanti centrali, in particolare, segnano sempre tanto. Comunque, non mi lamento di quello che ho avuto. Sono andato via per una scelta personale”.

Mercoledì si gioca allo stadio Olimpico Roma-Atalanta. Che partita prevede?

“Sarà un match combattuto, come tutti quelli che si giocano tra queste due squadre. La Roma è tornata competitiva, farà un campionato di vertice. Fonseca mi piace, ha dato un’identità alla squadra. L’Atalanta gioca in Europa una competizione difficile come la Champions, che può portare via energie per il campionato”.

Lo sa che l’Atalanta non perde all’Olimpico dal 2014?

“Sinceramente no. Ricordo che uno dei miei ultimi gol nel campionato italiano lo segnai proprio all’Olimpico, in un Roma-Atalanta 0-2”.

Era il novembre 2015. Da quella gara, la Roma ha raccolto solo due pareggi e un ko in altre tre partite disputate in casa contro l’Atalanta…

“E tutto iniziò da un mio gol. Strano, no?”.