Dopo un anno e mezzo da quel malore, l'ivoriano si candida dal 1' per la sempre ostica trasferta in Friuli. E la concorrenza non spaventa: ecco perché

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Ndicka a FR: "Non penso alle voci di mercato. La Champions è speciale, siamo ambiziosi"

Per la Roma e per Evan N’Dicka la trasferta di Udine non sarà mai una partita come le altre. Il pensiero corre inevitabilmente a quel 14 aprile 2024: al minuto 72 il difensore ivoriano si accasciò a terra toccandosi il petto. L'arbitro Pairetto fermò immediatamente il gioco, consentendo l'ingresso tempestivo dei soccorsi con il defibrillatore pronto. In quegli attimi di terrore, la sensibilità e la compattezza di entrambe le squadre portarono alla decisione condivisa di sospendere la gara, con l'allora allenatore giallorosso Daniele De Rossi in testa a chiedere rassicurazioni sulle condizioni del suo giocatore. Trasportato in codice giallo all'ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine, gli accertamenti cardiologici e toracici esclusero fortunatamente problemi cardiaci, diagnosticando uno pneumotorace traumatizzante causato da uno scontro di gioco. Per dovere di cronaca, quei restanti 18 minuti (più recupero) vennero disputati a distanza di dieci giorni, il 25 aprile 2024. Ripartiti dall'1-1 maturato sul campo prima dell'interruzione (gol di Pereyra e pareggio di Lukaku), fu Cristante a regalare la vittoria per 2-1 alla Roma con uno stacco di testa su calcio d'angolo.

Ndicka Roma Cagliari

Dalle frasi al veleno alla fiducia sul campo: la metamorfosi con Gasperini

Se l'impatto emotivo di quella sfida fa parte della storia personale di Ndicka, la sua parabola tattica ha vissuto capitoli altrettanto intensi. In passato non erano mancate stoccate e polemiche verbali da parte di Gian Piero Gasperini. L'episodio più emblematico risale proprio a quei giorni d'aprile del 2024 quando l'allora tecnico dell'Atalanta, stuzzicato sulle difficoltà di calendario dovute ai recuperi, si lasciò andare a una frase al veleno che fece discutere parecchio l'ambiente giallorosso. "Con i codici gialli le partite non si dovrebbero rinviare", commentò in merito allo stop di Udinese-Roma e alla gestione del recupero dei minuti finali. Una provocazione che scatenò non poche polemiche, unita alle stoccate che lo stesso Gasp riservava spesso ai centrali molto strutturati, ritenuti a suo dire meno dinamici nelle marcature ad uomo asfissianti. Tuttavia, da quando il tecnico di Grugliasco si è insediato sulla panchina della Roma, la realtà del rettangolo di gioco ha totalmente spazzato via i vecchi attriti. Ndicka, che era già stato un pilastro insostituibile sotto le gestioni di Mourinho, De Rossi, Juric e Ranieri (collezionando ben 38 presenze su 38 da titolare nella Serie A 2024/2025 per un totale di 3.420 minuti), è diventato un perno fondamentale anche negli schemi di Gasperini. Oggi il mister fatica tremendamente a rinunciarci, valorizzandone la fisicità straripante, la lettura negli anticipi e la presenza dominante nel gioco aereo.

La concorrenza di Balerdi, Ghilardi e non solo: ecco perché Evan è insostituibile

La maglia da titolare, però, non è più così scontata in questa Roma. L'innesto e le prestazioni di Leonardo Balerdi ma anche quelle di Daniele Ghilardi hanno alzato notevolmente l'asticella della competizione nel reparto arretrato giallorosso. L'argentino garantisce grande dinamismo e uscite palla al piede, così come l'italiano che anche da subentrato ha spesso fornito ottime prestazioni. Fattori che determinano una concorrenza agguerrita da battere settimana dopo settimana, soprattutto in un periodo denso di impegni come questo che sta vivendo la Roma a cavallo tra ottobre e novembre. Eppure, analizzando nel dettaglio i dati forniti da Sofascore, il rendimento di Ndicka si conferma sui livelli dei migliori difensori del campionato. Il difensore ivoriano vanta una precisione nei passaggi riusciti costantemente compresa tra l'83% e il 97%, collocandosi nella fascia altissima dei centrali della Serie A per qualità di fraseggio e gestione sotto pressione. Il numero 5 giallorosso, inoltre, registra una percentuale del 63% dei duelli aerei vinti a partita, posizionandosi nel percentile superiore dei difensori centrali del nostro campionato. Rispetto ad altri centrali di Serie A con una spiccata propensione all'aggressività pura, inoltre, Ndicka garantisce una media di 5.1 chiusure difensive a partita, 4.6 palle recuperate a gara e 1.6 intercetti ogni 90' in Serie A, garantendo una copertura d'area essenziale.

A Udine giocherà titolare? Per Ndicka sarebbe la chiusura di un cerchio

In vista del fischio d'inizio al Bluenergy Stadium, il ballottaggio tra Ndicka e Balerdi rimane accesissimo e rappresenta uno dei principali dubbi della vigilia per Gasperini. Se da un lato l'argentino offre opzioni diverse in fase di impostazione, la struttura fisica e la capacità nei duelli dell'ivoriano appaiono fondamentali contro la stazza e le ripartenze dei friulani. Considerando anche il periodo di crisi dell'Udinese di Runjaic e le storiche difficoltà giallorosse ad affrontare la trasferta in Friuli, affidarsi all'esperienza e alle qualità di Evan potrebbe rappresentare una carta vincente. Titolarità o subentro che sia, anche guardando all'impegnativa sfida in casa del Manchester United di martedì 3 novembre in Champions League, per Ndicka tornare a Udine significa chiudere un cerchio emotivo profondo. Da quel brivido lungo la schiena del 14 aprile 2024 all'autorità di oggi, l'ex Eintracht si riscopre colonna e risorsa fondamentale per le ambizioni giallorosse.

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