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forzaroma news as roma Da Trigoria a Udine, Gasperini resta scontento: sei mesi di sfoghi e frecciate a Massara

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Da Trigoria a Udine, Gasperini resta scontento: sei mesi di sfoghi e frecciate a Massara

Francesco Iucca
Francesco Iucca Collaboratore 
Il 19 luglio la prima 'strigliata' a Massara e la società, poi diventate molto frequenti nel corso dell'estate e trasformate poi in stoccate o dubbi sui piani a breve termine della Roma

Da Trigoria a Udine. Dalle prime dichiarazioni dopo la conferenza di presentazione alla sconfitta maturata con la squadra di Runjaic nel giorno della chiusura del mercato invernale. In questi sei mesi Gian Piero Gasperini ha fatto indubbiamente un grande lavoro sul campo, lo testimonia la posizione in classifica in Serie A (quinta sì, ma a quattro punti da Milan secondo e tre dal Napoli terzo) e in Europa League, che è valsa gli ottavi diretti. Un traguardo che mancava da qualche anno. L'unico vero neo, innegabile e per alcuni versi pesante, è l'eliminazione dalla Coppa Italia. Il tecnico di Grugliasco, però, avrebbe desiderato un altro tipo di apporto dal ds Massara sul mercato, a gennaio ma soprattutto l'estate scorsa. E di certo non ne ha mai fatto segreto, anzi. La prima uscita in tal senso è datata 19 luglio 2025, appena dopo il fischio finale del primo test della pre-season, a Trigoria col Trastevere.

Quando non erano ancora arrivati nuovi innesti: "Siamo un po' in ritardo, abbiamo iniziato già da 8 giorni la preparazione con tante defezioni. I profili dei giocatori che devono arrivare devono essere giovani, pimpanti e forti. Sono un po' preoccupato, tra un mese inizia il campionato e samo indietro". Quella stessa sera a Fiumicino è arrivato El Aynaoui, cbiuso dopo un lungo ed estenuante tira e molla (finito male) per Rios. Il giorno dopo è toccato a Ferguson. Un'altra settimana e a Fiumicino è sbarcato Wesley, anche lui dopo però una corsa decisamente troppo lunga, da inserire praticamente a metà preparazione. E difatti Gasperini più volte ha fatto filtrare il suo malcontento per le tempistiche dilatate per i nuovi innesti, a fronte di quasi dieci giocatori andati via rispetto alla stagione precedente tra addii, cessioni e fine prestiti.

Prima Trigoria, poi lo sfogo a Frosinone, le telenovele estive e i dubbi sulla rosa del futuro

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Quello del 19 luglio in realtà è stato un antipasto di quelle che sarebbero state le lamentele e le richieste pubbliche, neanche troppo velate, dell'allenatore al proprio direttore sportivo. Arriviamo al 17 agosto, nella pancia dello 'Stirpe' di Frosinone dopo il 2-2 in amichevole col Neom a pochi giorni dall'esordio in campionato: "La squadra va migliorata e siamo fermi sul mercato da circa 20 giorni e questa cosa a me non piace. Bisognerebbe aggiungere qualcosa all'organico senza perdere giocatori. Compreso Koné, che è molto forte e se partisse sarebbe una grave perdita per noi". A un mese di distanza un'altra stoccatona al proprio ds nei giorni del paventato addio del francese in direzione Inter, poi bloccato dai Friedkin. Poi c'è stato l'arrivo di Bailey in prestito (a inizio mese era invece toccato a Ghilardi) e la telenovela Sancho, tirata pure per questa per le lunghe, che ha agitato e non poco Gasperini. Insieme al mancato approdo di Fabio Silva e quello invece tardivo (il 30 agosto) dell'esterno mancino, Tsimikas. Una serie di episodi che ha inasprito i rapporti tra il tecnico e il ds Massara a Trigoria. E le difficoltà enormi del reparto offensivo, che Gasp voleva rinforzare molto di più con giocatori più congeniali rispetto ad esempio a Dovbyk, non hanno semplificato la cosa.

Ad esempio con un esterno sinistro di piede destro, tanto agognato ma mai arrivato (Bailey è, anzi era, mancino), e un'altra punta. Poi l'ottimo avvio della Roma aveva fatto passare queste tensioni in secondo piano, mai comunque sopite. E molto spesso riaffiorate qua e là durante interviste postpartita o conferenze stampa. Ad esempio sul tema dei tanti prestiti e dei pochi giocatori di proprietà su cui ripartire il prossimo anno e costruire a lungo termine, spesso citata dal mister.

Gasperini, Massara, un gennaio di tensioni e l'ultima stoccata del mister

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A gennaio altra sessione e altre telenovele, Raspadori e Zirkzee in primis. Mentre il mercato estivo in campo ha dato apporto poco più che nullo, ad eccezione di Wesley. Mentre al ritorno dalla trasferta di Bergamo, il 3 gennaio, si consumava l'accessa discussione tra Gasp e Massara che ha riacceso qualche dissapore. A Lecce la decisione del mister di non parlare nel postgara per non sollevare ulteriori polemiche. Gian Piero aveva chiesto almeno uno, se non due rinforzi da schierare già il 6 gennaio a Lecce appunto, vista l'emergenza continua in attacco - e non solo - per gli infortuni. Nulla da fare: il primo acquisto è arrivato a metà mese. Robinio Vaz, anni 18: "Un giovane per il futuro, non per il presente", come ha detto l'allenatore. Che invece voleva giocatori pronti subito per puntare alla Champions, come Malen insomma. Zirkzee e Raspadori le due richieste, entrambe saltate, per poi vedere Jack proprio all'Atalanta. Convinto, dice Ranieri, anche perché la Dea lo ha preso a titolo definitivo subito, e non in prestito come avrebbe voluto Massara che 20 milioni più 5 li ha messi proprio su Vaz. Più 7 destinati a Venturino, 2006. Totale ipotizzato: circa 32 milioni. Non il massimo per dare una svolta positiva al rapporto col tecnico. "Ok il futuro, ma pensiamo al presente","Voglio un nucleo di 15-16 giocatori competitivi in cui inserire i giovani", la risposta indiretta del mister, che non ha mai neanche nominato il ds nelle sue richieste o velate (più o meno) polemiche.

"Ma quindi vogliamo la Champions o fare l'Under 23?", ha poi allora esclamato in più occasioni Gasperini. L'ultima proprio ieri sera a Udine, dove è tornato a distribuire frecciatine, aggiungendo pure con più di una punta di sarcasmo che "Se non andremo in Champions si cambierà allenatore...". E poi: "Non pensavo che incontrassimo tutte queste difficoltà per prendere dei giocatori in ruoli che cercavamo da quest'estate".Come a dire: la società sapeva da almeno quattro mesi cosa volevo e si è arrivati a metà mercato a prendere almeno Malen per un "colpo di fortuna". Senza contare che qualche giorno fa lo stesso Gasp aveva sottolineato come ci fosse stato bisogno dell'arrivo di Ryan Friedkin a Roma per sbloccare il mercato in entrata e "prendere in mano la situazione". Dalle 'strigliate' di luglio per le tempistiche lunghe si è arrivati a dubbi un po' più profondi e legati alle strategie a brevissimo termine del club. E domenica, un po' come al Via del Mare, niente conferenza pre-Udinese per evitare di alzare i toni. Ora la parola spetta solo al campo, ma sarà fondamentale anche capire con quale clima - soprattutto con quali intenzioni reciproche e piani d'azione - nei prossimi mesi a Trigoria si penserà a costuire il futuro.