Al Bentegodi si decideranno le sorti di un'intera stagione
Gasperini: "La Champions è fondamentale per il futuro della Roma"
Un déjà-vu. O quasi. L’anno scorso era il 25 maggio, oggi il 24. Un giorno e un anno di differenza. Non è cambiato l’obiettivo, non è cambiato il traguardo: sono cambiate le modalità. La Roma nel 2025 ha sfiorato la Champions. La lunga rincorsa, la rimonta firmata Ranieri, culminata con l’ultima vittoria a Torino: 0-3 secco e occhi puntati su Venezia, con la speranza di un altro risultato favorevole. Ma non bastò. La Juventus vinse 2-3 e si prese la Champions. L’illusione accarezzata con le dita, finita con un pizzico di amarezza. E con l’orgoglio di esserci andati così vicini. Ma andarci vicini e riuscirci non è la stessa cosa. E dopo un anno, qualcosa è cambiato. Non la Champions: è sempre lì, a un passo, a tre punti, a un piccolo step.
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Ma è cambiato il contesto. Come nel 2025, c’è un ultimo ballo in trasferta. Non più Torino, ma Verona. Con una differenza netta, fondamentale: ora la Roma è padrona del proprio destino. Nessun incastro, nessuno sguardo agli altri campi. Solo una strada: vincere. Come a Torino, ma stavolta vincere significa davvero Champions. Non più illusione, ma occasione. Gasp lo sa. È arrivato per questo: riportare la Roma tra le grandi, dove ritiene debba stare. Non è ancora detta l’ultima parola, ma servirà qualcosa di simile all’anno scorso. Quel 0-3 che portò l’Europa League, ma che oggi significherebbe Champions. Testa a Verona. Ma uno sguardo, inevitabile, anche a Torino.
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