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Gasp: “Con Massara mai feeling tecnico. Ranieri? Non entro nella macchina del fango”

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Il tecnico della Roma alla vigilia della trasferta contro il Bologna: "La fiducia della società non mi è mai mancata. Escludo che Dybala possa partire dall'inizio"
Redazione

Bologna-Roma, ma soprattutto l'addio di Claudio Ranieri. Una conferenza stampa da non perdere quella di Gian Piero Gasperini, che ha parlato alle 13.30 a Trigoria. Il tecnico, alla vigilia di una sfida decisiva nella corsa europea, è stato ovviamente interpellato anche sulla separazione con l'ormai ex Senior Advisor. Sul tavolo anche le condizioni di Dybala, Wesley e Koné. La gara al Dall'Ara si giocherà domani, sabato 25 aprile, alle 18.

GASPERINI IN CONFERENZA STAMPA

Che riflessioni fa sul momento della Roma, alla luce anche del comunicato d'addio con Ranieri? "A mio parere evidenzia due cose. In primo luogo la fiducia che non mi è mai mancata da parte della società, fin dal primo giorno che ci siamo conosciuti e incontrati c'è stato questo sostegno e questa fiducia. La seconda cosa è che la Roma è davanti a tutto: queste sono le due linee".

C'è qualcosa che l'ha più toccata delle parole di Ranieri? "Mi è dispiaciuto non aver mai avuto la sensazione di questa situazione molto dura e forte, non c'era mai stata in nessun incontro né con altre persone né personalmente. Questa è l'unica cosa, mi ha sorpreso molto".

Disse che si doveva crescere dentro Trigoria: si aspetta un salto di qualità in tal senso? "Io non ho fatto nulla. Punto. Non è che la mia situazione è successa con: non l'ho fatta io, non mi mettete sullo stesso piano. Non ho fatto nessuna situazione contro nessuno. Trigoria è dove si fa e si deve fare calcio, dove spero si faccia calcio e dove io cerco di fare solo calcio. Dalle altre questioni sono fuori e non le affronto, non ne parlo. L'unico obiettivo per me è fare calcio qua dentro. Le altre sono componenti di livello: dall'avere uno stadio pieno con tanti tifosi e una città e voi che seguite queste cose con passione. Ma vorrei che anche voi tornaste a parlare di calcio, non voglio essere coinvolto in altre situazioni. Voglio parlare di calcio e spero che voi, come la gente, possiate tornare a parlare di gioco, di calcio, di giocatori. Per dare soddisfazione a tutta questa passione che c'è".

Dybala torna: c'è la possibilità di vederlo titolare o è ancora presto? "Dall'inizio mi sembra difficile, Paulo ha ricominciato questa settimana dopo quasi 90 giorni. Dall'inizio lo escludo. Uno che rientra dopo così tanti mesi non è facile. Mi auguro a gara in corso. Ormai è una questione più di abitudine e fiducia da parte sua nel giocare, è fermo da tanto: nel calciare, nel giocare, nel contrasto".

Le prossime cinque partite orienteranno anche il discorso sul futuro di Dybala? "Intanto orienteranno molto il finale di campionato della Roma, averlo a disposizione ci dà maggiore valore. Con Malen hanno giocato insieme solamente due partite, saremmo più soddisfatti e curiosi di vederli giocare insieme. Magari anche con qualcun altro. Questa è la cosa più importante. Parlare di futuro oggi è difficile, ci sono cinque partite e non sono poche, sono 15 punti tutti da giocare. Cerco di tenere altissima la concentrazione sulla partita di domani e sulle prossime partite. Abbiamo un impegno che non possiamo assolutamente sbagliare nell'affrontare tutte e cinque le gare con la massima determinazione e volontà di fare più punti possibili".

Come siamo arrivati dalla conferenza con sorrisi di Ranieri a questo comunicato stampa? "Non lo so, le vicende sono state un po' sotto gli occhi di tutti. Non è una cosa che mi sento di commentare, ne sono stato fuori e non partecipo a questa macchina del fango che giornalmente ormai è attivissima. Continuo a lavorare sulla squadra e a cercare di fare bene domani".

In Italia è possibile per un allenatore assumere il ruolo di manager all'inglese? Le piacerebbe questo ruolo? "Credo che più che mai c'è bisogno di lavorare di squadra. Se chiediamo alla squadra di distinguersi, di adattarsi ai ruoli, di lavorare insieme per i risultati e il bene comune della squadra, più che mai anche in sede di mercato l'allenatore deve fare il suo ruolo ma deve essere complementare con il direttore sportivo. Oggi bisogna saper lavorare insieme, è diverso rispetto al passato. Direttore sportivo e allenatore dovrebbero essere responsabili insieme, nel bene e nel male, dei risultati di una formazione e della squadra. Quasi dovrebbero viaggiare in coppa. Spesso in passato è successo che i direttori sportivi parlavano con un allenatore e poi ne contattavano un altro alle spalle, o che l'allenatore dovesse solo allenare la squadra. Vale anche per la proprietà. La decisioni sono veramente importanti, la capacità di fare squadra è determinante. Bisogna capire le difficoltà che i ds incontrano sul mercato e loro devono capire le esigenze degli allenatori sul mercato, per arrivare a quello che loro chiedono con l'obiettivo unico di migliorare la squadra. Credo che ci sia sempre più bisogno di questo".

Con Massara è complementare? Visto che si parla anche di una sua possibile uscita. "Non lo so. Massara è una bravissima persona ma sotto l'aspetto tecnico non siamo riusciti a creare un collante, un feeling. Ma sempre e solo in riferimento alla squadra, non c'è mai stato niente di personale. Sempre e solo riferito al mio modo di giocare, magari un po' diverso da quello che si poteva pensare. Ma sempre nelle richieste professionali, mai personali. Se si può andare avanti insieme? Lo decide la società, non io".

Le è mancato parlare di calcio quest'anno? "Sì, ne avrei voluto parlare di più e starei tutto il giorno a parlare di calcio. Anche con voi tante volte ci si ferma, quando si parla di calcio mi fa sempre piacere. E' una deformazione ed è anche più piacevole, ci si tolgono tanti veleni. Dentro Trigoria? Sì, sicuramente. Per me non è mai abbastanza. Lo ritengo fondamentale, il confrontarsi continuamente: ci si capisce e ci si conosce anche di più. Non devo mettere uomini o altre situazioni, devo semplicemente parlare di calcio e confrontarmi per cercare di migliorare la squadra".

C'è un obiettivo minimo che la società le ha chiesto, come l'Europa League? "No, non c'è, ma guardiamo ancora avanti. Poi quando non ci riusciremo più ci accontenteremo di altre cose".

Con la proprietà state parlando del futuro della Roma? State recuperando pezzi importanti, è arrivato il momento di fare filotto? "Ogni momento è sempre buono, se ci riesci probabilmente sei ancora in tempo ma man mano che passano le giornate i margini di errore diminuiscono e non si può sbagliare. Sul resto siamo impegnati ancora in questo campionato e lo dobbiamo essere fino al 24 maggio. Ma è anche vero che quando la società lo riterrà opportuno bisognerà pensare al futuro".

Come pensa che il poco feeling tecnico con Massara abbia rallentato la crescita della squadra? "Non è che io non fossi contento delle operazioni del direttore sportivo, ho sempre lasciato grande libertà. Alcuni giocatori non li conoscevo, ho sempre detto che se aveva visto e gli piacevano di prenderli, è il tuo mestiere e se lo sai fallo. Lo sapete luglio, ho sempre cercato alcune caratteristiche. Dal primo giorno ho detto di rinforzarci davanti perché la squadra era forte, non mi sembrava una richiesta così straordinaria ma una cosa comune per un allenatore nuovo che ha un modo diverso di giocare. Sul resto non ho mai messo veti o altro. Non ho mai negato a nessuno il suo lavoro. Ho sempre cercato di insistere in avanti, ho sempre ritenuto che la squadra avesse un bel valore e quello era il punto focale della mia richiesta. E' una cosa così difficile da capire da provocare questa situazione?".

Contro l'Atalanta ha visto le stesse lacune difensive dell'ultimo mese? "La squadra è stata straordinaria, va visto il complesso del campionato. Abbiamo avuto un periodo che farci gol era veramente difficile, avevamo una tra le migliori difese. Abbiamo avuto un altro periodo in cui nell'arco del campionato globalmente ci sta. Delle 33 partite che abbiamo giocato penso che il rendimento difensivo sia stato di assoluto livello".

Ci può dare la sua versione della storia Sancho? "Non si è potuto fare perché giustamente la proprietà non ha voluto farlo".

Nel preparare la partita contro il Bologna di domani ha preso come riferimento le gare di Europa League? C'è qualcosa che le è rimasto in sospeso? "Globalmente sono state due ottime partite, con qualche errore ma tante cose buone. Nelle due partite abbiamo fatto probabilmente anche di più, abbiamo perso ai supplementari. All'andata abbiamo fatto molto bene in rimonta, al ritorno anche ci siamo trovati sempre a rimontare. Ma sono state due prestazioni veramente di livello e buone. Ai supplementari è arrivato quel gol, che ci sta. Il Bologna è un'ottima squadra, organizzata, con una panchina importante e che l'anno scorso faceva la Champions. Di quell'Atalanta, scusata di quella Roma, ho visto due partite molto forti. Come è stata l'ultima partita contro l'Atalanta. Credo che questa squadra a me abbia dato soddisfazione".