Cicinho: “Alla Roma serve una proprietà come quella dei Sensi”

Il brasiliano: “Si sentirà la mancanza di De Rossi, è una perdita per tutto il calcio mondiale. Daniele potrebbe diventare un grande allenatore”

di Redazione, @forzaroma

Arrivato dal Real Madrid come un vero e proprio colpo di mercato nell’estate 2007 Cicinho alla Roma non è mai riuscito ad esprimersi ai massimi livelli. L’ex terzino brasiliano ha rilasciato una lunga intervista al sito tuttomercatoweb.com ed è tornato a parlare della sua esperienza con la maglia giallorossa. Queste le sue parole:

Di cosa si occupa adesso?
Ho un centro sportivo dove io abito, nello stato di Goias. E’ un club che forma atleti di ginnastica artistica, calcio, nuoto, arti marziali. Mi occupa tanto tempo e in più abbiamo anche una serie di accordi con palestre e imprese. E’ una vita molto di corsa ma fortunatamente anche gratificante. Ora naturalmente è un periodo delicato vista l’emergenza coronavirus. Tutti stanno prendendo le precauzioni in attesa di poter tornare alla vita normale.

Parliamo della Roma di quest’anno: come le è sembrata?
E’ una bella squadra ma in questa stagione ha oscillato molto, servirebbe una maggior regolarità di rendimento. Credo che fondamentalmente manchi questo. Mi piace comunque più di tutto la forza del tifo, l’affetto che la gente dimostra sempre per la squadra indipendentemente da tutte le situazioni. Con il suo spirito, la torcida riesce a far dare sempre di più ai giocatori.

Si parla da tanto di un cambio di proprietà. Che ne pensa?
La Roma è e sempre sarà grande. Per il futuro se ci saranno dei nuovi proprietari credo che innanzitutto dovranno sapere che cosa significa il nome Roma. Sono convinto che siano necessarie persone che possano amare e vivere questo club, non solo semplici investitori. E’ chiaro che un investitore mette denaro e può fare grandi acquisti. Ma mi ha sempre colpito, nella mia epoca da giocatore giallorosso, il fatto che la famiglia Sensi fosse sempre disponibile, sempre vicina alla squadra e tifava col cuore. Non pensava solo alla questione finanziaria ma a fare una Roma sempre più forte. Portavano avanti i loro programmi con passione e amore. Ecco quello che serve.

Dal Brasile quali talenti consiglia?
I giocatori che ho visto e che segnalo per l’Italia e per l’Europa sono Igor Gomes, centrocampista classe ’99 del San Paolo e Igor Vinicius anche lui del San Paolo, laterale destro classe ’97. Sono vere promesse e con un profilo giusto per giocare nel calcio europeo. Se dovessi investire punterei su di loro, avranno risultati fantastici, hanno davanti un futuro brillante.

Il suo ex compagno De Rossi ha dato l’addio al calcio. Diventerà un grande tecnico?
L’addio di De Rossi rappresenta una notevole perdita per il calcio mondiale, come è accaduto per Totti. Si sentirà la sua mancanza, si è identificato molto con la tifoseria romanista e la squadra. Credo che per le sue conoscenze e le sue caratteristiche possa diventare un grande tecnico. Oggi non vedo più tantissimi grandi allenatori e De Rossi potrebbe progressivamente diventarlo. E perché no? Magari potrà essere in futuro il tecnico della Roma e portarla a conquistare lo scudetto.

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