Cassano: “Zaniolo non è un talento. Io ora voglio fare il direttore sportivo”

Le parole dell’ex giocatore della Roma: “Non sarà tra i più forti al mondo, è una mezzala con grande fisicità e buona qualità. Tante volte ho oltrepassato il limite, con Capello ho fatto disastri”

di Redazione, @forzaroma

Con Francesco Totti ha formato una della coppie più forti mai viste alla Roma. Antonio Cassano è rimasto genio e sregolatezza anche oggi che non gioca più. Ecco le sue parole in un’intervista a Sky Sport.

“Mi sono buttato via, forse sono stato uno dei più grandi talenti degli ultimi 15 anni. Sono genio e sregolatezza. Non mi volevo allenare, ho oltrepassato tante volte il limite. Un film sulla mia vita? Si potrebbe fare. Sono cambiato, soprattutto da quando ho avuto figli. Dovevo dare loro degli insegnamenti, e devo ringraziare mia moglie perché mi ha dato una grande mano nel cambiare mentalmente”.

Come faccio a diventare un calciatore della Roma?
La cosa prioritaria è divertirsi fino a 15-16 anni, poi devi avere la fortuna che madre natura ti baci. Non c’è una ricetta per fare il calciatore, ci sono tante situazioni che ti fanno diventare un calciatore. E poi serve un pizzico di fortuna, per ora divertiti.

Ti ricordi come ti chiamava lo speaker a Roma? Ti senti più Fantantonio o Peter Pan?
Sono nato Peter Pan e morirò Peter Pan, mi piace tanto. Fantantonio me l’ha dato Zazzaroni quando si parlava di Roma e Juventus. Peter Pan è il soprannome più bello, mi fa rimanere sempre piccolo.

Cosa ne pensi di Zaniolo? Può essere uno dei più forti al mondo in futuro?
Più forti al mondo no. Io lo vedo come una mezzala di grande fisicità e buona qualità. Non lo vedo come un talento, come poteva essere Thiago Alcàntara…

Qual è il compagno con cui ti senti più legato?
Ce ne ho due in particolare. Uno è Totti. E’ dal 2001 che ci conosciamo ed è un mio amico. E l’altro è Bobo Vieri. Sono questi i pazzi scatenati che sento: Totti è uno introverso, Bobo invece è più simile a me.

Rimpianti.
Il mio più grande rammarico è stato quando a 23 anni sono andato al Real Madrid e ho commesso errori clamorosi, dei veri disastri. Ho buttato via una grande occasione, ero in squadra con i più grandi di sempre. Capello? Ha fatto già tanto per me, arrivai sei mesi prima a Madrid, dopo la preparazione e aver perso 16 kg feci due gol nelle prime tre gare. Poi la quarta gara sono stato sostituito e sono impazzito, mancandogli di rispetto. Lui tratta tutti alla stessa maniera, se gli manchi di rispetto ti cancella. Io ho fatto poco per lui.

Esperienza migliore?
Sicuramente la Sampdoria. Mi sono rimesso in gioco facendo tre anni e mezzo straordinari con un quarto posto e la finale di Coppa Italia. Genova mi ha dato tanto.

Giocatore più forte mai incontrato?
Maldini assolutamente. Era impossibile da fregare. Grande tecnica e personalità.

La carriera futura.
Ferrerosi aspetta una risposta da me? Devo ringraziare Piero (Ausilio, ndc), il miglior direttore sportivo in circolazione solo che non si vende bene. Mi sono incontrato con lui e ci siamo presi del tempo e dovevamo incontrarci in questo periodo. L’idea di fare il direttore sportivo c’è, voglio capire se lui non ha cambiato idea: il mio sogno è fare il direttore sportivo, la mia vita è il calcio. Se intraprendo questa carriera la prima persona che contatto è Adani: è qualcosa fuori dal mondo, conosce tutto e ti spiega tutto. Se dovessi avere un’opportunità, chiamerei lui

Sul Bari.
Potevo concludere la carriera lì. Sono stato molto vicino al ritorno ma non me la sono sentita di ricominciare dalla Serie B. Non bisogna mai tornare nella propria città se ci si è già giocato.

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