Candela: “A Garcia qualcosa è sfuggito di mano. Mi è dispiaciuto sentire i fischi ieri”

“Le colpe non sono tutte del tecnico, ma qualcosa è cambiato altrimenti non avrebbe sbagliato le ultime partite in campionato”. Ha dichiarato il francese a Sport Mediaset

di Redazione, @forzaroma

«I fischi sulla Roma? Ieri sera ero allo stadio e mi è dispiaciuto sentirli. Però, niente avviene per caso. L’importante era la qualificazione, ma adesso la squadra deve capire cosa non va. A Roma non c’è l’abitudine di vincere, servono unità e compattezza fra tifosi, squadra, società. A Garcia qualcosa è scappato di mano, altrimenti non avrebbe sbagliato le ultime partite in campionato». Lo ha detto Vincent Candela, ex terzino della Roma Campione d’Italia nel 2001, commentando a Sport Mediaset il momento dei giallorossi. «Le colpe non sono solo dell’allenatore – ha aggiunto -. Se la sfida contro il Napoli sarà decisiva? Non c’è niente di sicuro, ma è fondamentale per lo scudetto, anche se è ancora presto. La Roma, secondo me, è più forte degli azzurri. L’assenza di Totti pesa, non a caso la Roma – alla prima assenza del capitano – ha perso contro la Sampdoria. Mi sarebbe piaciuto vederlo insieme alla squadra, è un pezzo di Roma, secondo me a livello di pensiero è ancora il più forte in Italia. Con la sua intelligenza può far segnare chiunque. Se non c’è si sente».

Sulla frattura tra tifosi e società«Se un presidente come Pallotta si è detto dalla parte dei tifosi, ci credo: sarebbe da folli non ricompattare tutto l’ambiente. Nell’anno dello scudetto c’è stata una contestazione a inizio anno, eravamo consapevoli di avere sbagliato la partita di Coppa Italia. Le critiche dei tifosi fanno parte del mestiere».

Sulla crisi di Dzeko: «Sta avendo difficoltà in questi mesi, non è il giocatore ammirato in Germania e in Inghilterra, ma bisogna dargli tempo. Anche Platini fece fatica all’inizio all’Italia».

Sulla lotta scudetto: «Inter e Roma lotteranno per lo scudetto. Anche perchè, Mancini – dice – è un vincente, sa come far rendere al massimo i giocatori. La Juve rimane molto forte, però dopo 4 anni di vittorie un calo è fisiologico. Anche i bianconeri – ammette Candela – sono umani e non lotteranno per lo scudetto».

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