Brighi: “La doppietta in Champions contro il Cluj è stata un sogno”

Queste le sue dichiarazioni: ”Un evento raro per uno come me che non segnava tanto. Roma è stata l’apice della mia carriera”

di Redazione, @forzaroma

L’ex centrocampista giallorosso Matteo Brighi si è concesso in una lunga intervista al sito ufficiale del club, dove ha ricordato il suo periodo alla Roma e in particolare la sfida con il Cluj del 2009 dove siglò una doppietta storica. Queste le sue parole:

Se le dico Roma?
Rispondo l’apice della mia carriera. In una realtà del genere ti senti giocatore di calcio a tutti gli effetti. Venivo da anni di Serie A, ma a Roma mi sono completato, maturando del tutto. Per come la città vive il calcio e per l’attenzione costante della società nei confronti dei propri atleti, non può essere altrimenti.

Come vive il calcio la Capitale d’Italia?
In modo passionale e quotidiano. Radio, tv, giornali, tifosi ogni giorno fuori dal centro sportivo di Trigoria. C’è un interesse continuo sulla squadra, incessante.

Un vantaggio o uno svantaggio per chi scende in campo?
Dipende. Se le cose vanno bene sicuramente si ha una spinta in più. Se le cose vanno male, sei responsabilizzato più del dovuto.

La squadra di Fonseca giocherà giovedì 26 novembre a Cluj in Europa League. Ha ricordi di un altro 26 novembre, dell’anno 2008, sempre a Cluj?
Come dimenticare? È la partita che ricordo con maggiore nostalgia e felicità. Feci una doppietta, evento raro per uno che non segnava tanti gol come me. Poi segnarla in Champions League fu un sogno. Uno di quelli che fai da bambino sperando di diventare un calciatore professionista. Soprattutto, vincemmo 3-1 e quel successo ci permise di qualificarci agli ottavi di finale. Era un girone dove ci eravamo complicati la vita perdendo proprio con il Cluj nella prima partita all’Olimpico.

Furono anni appassionanti e vincenti, quelli. Il segreto di quel gruppo?
Eravamo uniti, coesi. C’era grande volontà collettiva di giocare bene e vincere le partite. Ed era una squadra forte, con tanto talento. Io avevo un ottimo rapporto con tutti. Facile dire Totti, ma anche Daniele (De Rossi, ndr), Simone Perrotta, Tonetto, Cassetti, Vucinic con il quale ho condiviso tanto tempo.

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