Il celebre cantante e tifoso rossoblu ha parlato della partita che vedrà la sua squadra affrontare i giallorssi in un match che rappresenta un derby di famiglia

La prossima giornata di serie A vedrà impegnati i giallorossi sul campo del Bologna, trasformato dall'approdo in panchina di Donadoni. A parlare di questa sfida a Roma TV è stato il super tifoso bolognese Gianni Morandi che dopo una carriera lavorativa vissuta nella capitale la sente come una sfida un po' speciale.

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Una partita dal sapore particolare."Io sono molto legato alla mia città anche se ho vissuto trent’anni a Roma e tutto il mio lavoro è nato lì. Ricordo perfino che negli anni di Serie B e Serie C del Bologna, ho seguito molto i giallorossi di Viola e Falcao. Ho visto tutte le partite della Coppa dei Campioni ed ero allo stadio la sera della finale. Sono tifoso del Bologna ma se penso a come uscimmo dallo stadio, in silenzio, ancora mi fa effetto pensarci".

E' un derby in famiglia."Non so se mio figlio verrà a Bologna per seguire la Roma: è un tifoso vero".

Sei il fondatore della nazionale cantanti."Pensavamo di essere dei calciatori veri ed all’inizio ci credevamo, tra cui Barbarossa che era bravo e romanista. Allo Stadio Olimpico, nella prima partita del cuore, ci fu una specie di record di presenze allo stadio con circa 3000 persone che rimasero fuori dall’impianto".

Ora c'è la Roma per i rossoblu."Ma proprio adesso doveva arrivare la Roma? Dopo due vittorie serviva una partita più tranquilla per prendere coraggio. Quest’anno i giallorossi puntano al titolo e forse ce la possono fare, anche se con la Juve non si sa mai".

Come vedi la Roma?"E’ una squadra fortissima. Ho conosciuto Garcia e abbiamo parlato un po’ di calcio: ha portato delle novità. Gervinho è un calciatore che mi sorprende sempre, poi avete preso Salah…Mi piacerebbe vedere la Roma al completo al Dall’Ara. Mi piace anche Pjanic, con quel modo di calciare che ha. Dzeko è straordinario: fa quasi reparto da solo, sa difendere il pallone ed è molto intelligente. Io spero anche di rivedere presto il capitano".

Su Totti."Doveva vincere un paio di Palloni d’oro. Lo sono andato a trovare quando ebbe un infortunio grave qualche anno fa ed abbiamo anche collaborato per una partita del cuore. Qui a Bologna ha sempre fatto stra bene".

Cosa rappresenta il Bologna per te?"Io sono un tifosissimo fin da quando ero ragazzino. Insieme a Lucio Dalla andavamo a vedere il “Bologna che tremare il mondo fa”. Vinse lo scudetto del 64. Cinque anni fa ci fu un momento in cui la società sembrava dovesse fallire ed un imprenditore bolognese cercò di metterci tutti insieme per salvare la squadra: ero anche diventato presidente onorario. Ero molto vicino alla squadra ma non è stato facile: abbiamo fatto tutto ciò che era possibile. A capo della dirigenza nuova c’è una persona che si muove molto bene e crede nel progetto. Contro la Roma partiamo sfavoriti ma nel calcio non vince sempre il più forte".

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