Se questa Roma vola così in alto, buona parte del merito porta la sua firma. E i numeri, quelli veri, raccontano una storia ancora più convincente
Roma, sei già grande: ora bisogna riempire tutto il bicchiere
Palla recuperata al limite dell'area difensiva. Trenta metri corsi palla al piede, senza che nessuno riesca a mettergli le mani addosso. Prima Lautaro, poi Barella: scherzati, uno dopo l'altro. Un tocco di suola alla Lamela, e la palla arriva a Dybala. Un'azione sola. Ma basterebbe quella, da sola, presa pari pari da Roma-Inter, per capire perché Gasperini non poteva permettersi di perdere Koné (anche più della doppietta). Quel veto piazzato nell'ultimo giorno di mercato aveva un solo motivo dietro: la certezza che questa Roma, con Koné in campo, è semplicemente un'altra squadra. Più forte. Più completa. Perché in rosa ha uno dei centrocampisti più forti al mondo, e se quello inizia pure a segnare, non ce n'è più per nessuno. I 50 milioni di valutazione, ormai, sono un ricordo lontano. Chi vorrà portarlo via dovrà presentarsi con qualcosa di ben più sostanzioso - sempre che Gasperini, a quel punto, sia disposto anche solo ad ascoltare. Se questa Roma vola così in alto, buona parte del merito porta la sua firma. E i numeri, quelli veri, raccontano una storia ancora più convincente.
Quando Koné è in campo, c'è un'altra Roma: i numeri che lo certificano
Non c'era a Udine. Non c'era a San Siro. Non c'era al Maradona. Tre trasferte, un solo punto racimolato. Il filo conduttore ha un nome: Koné. I fastidi muscolari, ripetuti, gli sono costati nove partite di campionato saltate lo scorso anno. Quattro di quelle, la Roma non le ha vinte. Semplice, in fondo: quando Manu gioca, la Roma cambia marcia. Quando manca, si spegne a metà. Vale anche in Europa. L'uscita agli ottavi contro il Bologna porta la stessa firma, in negativo: Koné assente, se non per i primi venti minuti di un ritorno da dimenticare all'Olimpico. Eppure, guardando come si comporta Gasperini con lui, capisci quanto lo consideri imprescindibile. Anche acciaccato, cerca sempre il modo di portarlo in campo. È successo di nuovo contro il Torino: non al meglio, in campo comunque, gli ultimi minuti concessi. Prestazione non brillante, certo, ma presenza garantita. Il dato più impressionante, però, riguarda le partite che contano davvero. Nei big match, Koné quasi non sbaglia mai. Non è un caso che l'ultima sconfitta in campionato della Roma porti la data del ko clamoroso di San Siro. Cinque gol incassati, una ferita ancora aperta. E la differenza, sabato, si è vista tutta: Manu in campo, e stavolta anche in gol. Anzi, doppietta. Sei reti totali in giallorosso, due già in questa stagione appena iniziata. Se ora ci prende gusto pure a segnare, davvero non ce n'è più per nessuno.© RIPRODUZIONE RISERVATA