Balzaretti, da giocatore a dirigente: la storia non è finita, è ancora tutta da scrivere

Dal gol nel derby al calvario durato un anno e mezzo. Il ritorno in campo, l’addio al calcio giocato e il ruolo nella Roma: la storia di Federico continua

di Jacopo Aliprandi, @JacopoAliprandi

Potrebbe sembrare una storia senza lieto fine, la sua. Un uomo corretto, professionale, responsabile e che ha dato tutto per il suo mestiere, in cambio riceve un anno di sofferenza e calvari fino ad essere costretto ad abbandonare quello che ha sempre amato fare: giocare a pallone.

Ma la storia non è finita: Federico Balzaretti ha ancora tanto da dare alla Roma e al calcio. Quest’oggi, durante la conferenza stampa organizzata da lui e dal club giallorosso, ha sì dichiarato che non indosserà più gli scarpini da calcio, ma ha anche dato una grande notizia a tutti coloro che, amanti di questo sport, temevano di perderne una parte piccola ma preziosa.

Federico sarà un dirigente della Roma, avrà il compito di occuparsi dei giovani giocatori ceduti in prestito ad altri club. Un ruolo importante e delicato il suo, perché non è da tutti riuscire a monitorare lo sviluppo dei ragazzi nell’età più delicata della loro crescita umana e sportiva. Balzaretti però sente la grande fiducia che il club ha riposto in lui e ha accettato di buon grado questo compito. Del resto, come ha dichiarato ai giornalisti, qui a Roma si sente in famiglia, e anche i tifosi non gli hanno mai fatto mancare il loro appoggio nel momento più difficile della sua carriera.

 

 

UNA STAGIONE DELUDENTE – Sono passati ormai tre anni dal suo arrivo nella Capitale. All’epoca era la Roma di Zeman. Quattro milioni e mezzo per portare in giallorosso un giocatore in scadenza di contratto a Palermo. Acquisto acclamato dalla piazza perché ‘strappato’ al Psg, ciliegina sulla torta di una campagna acquisti “da scudetto”. Un entusiasmo destinato tuttavia a scemare presto, non solo sul numero 42 giallorosso; la squadra sbanda a metà classifica, Zeman viene licenziato a febbraio dopo una serie di deludenti partite. La stagione si conclude con la sconfitta nella finale di Coppa Italia, con grande delusione e rammarico da parte di giocatori e tifosi.

IL DERBY La rivincita di Balzaretti arriva qualche mese dopo, nella prima stagione di Rudi Garcia. Il tecnico francese mostra di credere in lui. Lo schiera titolare, anche il 22 settembre 2013 quando Federico diventa il simbolo della riscossa giallorossa segnando il primo dei due gol contro la Lazio, quello che sblocca e decide il derby. Il palo gli aveva strozzato l’esultanza in gola un minuto prima. Poi il cross perfetto di Totti, il sinistro al volo, l’ingresso a vita nei cuori giallorossi. Diventa l’eroe di Roma, il beniamino dei romanisti. La sua storia nella capitale inizia a decollare assieme alla stagione della squadra.

L’INFORTUNIOSei partite dopo arrivano i problemi fisici. In seguito al match contro il Sassuolo, il 13 novembre, Balzaretti è costretto a fermarsi per un problema fisico. Molti pensano sia una semplice pubalgia, è invece l’inizio del calvario. Lui si trasferisce negli Usa e si sottopone ad un’operazione risolutiva, ma tornato a Trigoria ci mette poco a scoprire che la parte problematica ha un nome e un carattere ben più complesso: “Articolazione fibro-cartilaginea tra le ossa pubiche”. Altri due interventi negli States, uno in Germania e la situazione non migliora. I tifosi non capiscono la sua assenza e Balzaretti decide che è il momento di uscire allo scoperto: “Secondo i dottori non potrò più giocare, ma io rifiuto il pensiero dell’addio, mi fa troppo male”. La lotta continua.

Il sogno dichiarato di tornare a calcare il campo dell’Olimpico lo spinge a continuare, a sperare e a curarsi: tanto lavoro personalizzato e riabilitazione lontano dal rettangolo verde e da Trigoria. Il morale tende a precipitare, ma i familiari, i compagni e la società lo spronano ad avere fiducia, a non mollare. Lui continua a rialzarsi, a lavorare per raggiungere il suo obiettivo: tornare ad essere, almeno per un momento ancora, un giocatore professionista.

IL RITORNO17 mesi dopo, a 565 giorni dall’ultimo match disputato, Federico Balzaretti rimette piede sul prato dello Stadio Olimpico. È l’ultima di campionato e non vale niente per la classifica, ma per lui vale tutto.   L’applauso della gente e il tributo all’ingresso in campo della squadra avversaria, il suo vecchio Palermo, che lo abbraccia e gli dà il ben tornato. Una serata che emozionante è dire poco, per lui e per chi ama lo sport.

Titoli di coda? Ancora no, Federico deve ancora affrontare una difficile decisione prima di raggiungere l’epilogo. Il suo primo obiettivo l’ha raggiunto giocando quella partita sotto la Curva Sud e davanti a migliaia di tifosi, il prossimo è realizzare che il suo ritorno era in realtà già un addio. In questi mesi se ne è reso conto, oggi è riuscito a comunicarlo.

“Smetterò con il calcio giocato. Purtroppo il grave infortunio che ho avuto nell’ultimo anno e mezzo legato alla pubalgia, di cui ancora soffro, ha condizionato questa scelta. Ho pensato che questa fosse la decisione migliore da prendere. Sono molto felice di aver disputato gli ultimi novanta minuti all’Olimpico, con la presenza dei miei bambini. Ringrazio la mia famiglia che mi è stata sempre vicina”. Parole grate e tristi, commoventi per le emozioni che rievocano.

Poi però la lieta notizia, quella che ci riporta all’inizio della storia: Balzaretti rimarrà nel mondo del calcio, con la Roma. “Il ruolo che svolgerà non è presente alla Roma in questo momento. Inizialmente mi occuperò dei ragazzi in prestito. E’ un ruolo che mi piace molto perché mi occuperò dei giovani nell’età più difficile. Credo che tanto del loro futuro dipenda dai 2-3 anni in cui si esce dal settore giovanile. Per cui cercherò di instaurare un rapporto diretto. Andrò a vederli alle partite, in allenamento, cercherò di essere con loro anche una persona a cui si possono anche appoggiare. Voglio impostare il rapporto in questa maniera, la società ne è contenta e la cosa mi stimola moltissimo”.

‘The end’, per il momento. Il finale si è rivelato lieto tutto sommato, e la storia continua. Perché nella vita ci saranno sempre gioie e dolori, tutto sta nel come si affrontano: di questo Federico Balzaretti è l’esempio. Con la sua vita ha dimostrato a sportivi e non, come ogni ostacolo può e dev’essere superato, di come ogni dolore sia guaribile grazie anche alla forza di chi ci è vicino e ci vuole bene. E allora buona fortuna ‘Balza’ per la tua prossima avventura.

(Ha collaborato Bruno Di Benedetto)

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy