Il dg giallorosso sul centrocampista olandese: "Non è un'emergenza". Ma lo staff tecnico valuta una terza operazione. Sul silenzio promesso dagli ultras domenica: "Le proteste di tifo contraddicono il ruolo del tifoso"

A mettere la pulce nell'orecchio dei romanisti ci aveva pensato, sei giorni fa, il ct della Nazionale olandese Daley Blind. "Kevin Strootman sta vivendo un dramma personale" aveva detto, facendo risuonare un campanello nell'ambiente giallorosso.

In effetti ancora oggi, sette mesi dopo la seconda operazione al ginocchio sinistro (rimozione del tessuto cicatriziale, una complicazione legata al primo intervento), Kevin continua a svolgere allenamenti differenziati. Sembra che sotto sforzo non riesca ancora a distendere completamente la gamba.

Si è scoperto così che negli ultimi giorni lo staff medico della Roma guidato da Helge Riepenhof sta riflettendo sulla possibilità di modificare la terapia di recupero: continuare a lavorare sul rinforzo muscolare o sottoporre il giocatore ad un terzo intervento? Sembra inoltre che si valuti già anche a quale specialista rivolgersi: il professor Mariani di villa Stuart e il medico tedesco Muller-Wohlfahrt sono i principali candidati.
Roma assiste preoccupata per quello che fino alla scorsa primavera era forse il suo centrocampista più forte.

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CASO-STROOTMAN - Presente oggi a Trigoria per la prima conferenza stampa di Norbert Gyomber, Mauro Baldissoni si è presentato al cospetto di una schiera di giornalisti, curiosi di conoscere la posizione della società rispetto al caso-Strootman. Com'era prevedibile il direttore generale ha abbassato i toni, cercando di ribadire lo status quo: "Le condizioni di Kevin non sono una novità, sono sempre le stesse - ha rassicurato - Sta affrontando un periodo di recupero". E poi ancora: "La situazione di Kevin non è un'emergenza. Un mese più, un mese meno restiamo convinti di riavere il giocatore ancora più forte di com'era prima dell'infortunio". Le strategie della Roma sul mercato, ha risposto infine a chi glielo domandava, non saranno influenzate dalla situazione dell'Olandese.

Niente per cui agitarsi, sembrerebbe. Eppure qualcosa sta accadendo, e lo stesso Baldissoni sembra suggerirlo quando dice che Strootman "Sta affrontando un periodo di recupero e sta valutando le soluzioni migliori per abbreviarlo" e aggiunge: "Appena conosceremo queste soluzioni ve le renderemo note". E' quindi possibile che vi siano delle novità in vista. In più non si può fare a meno di notare che in nessuna delle due risposte fornite sia stata esplicitamente esclusa la possibilità di una nuova operazione. 

CURVA SUD - L'altra grande patata bollente che è stata passata al direttore generale nel corso della conferenza riguarda la protesta portata avanti dalla Curva Sud. Dopo gli scontri tra società e ultras dell'anno scorso (ricordiamo di passaggio l'appellativo "Idiots" rivolto ad alcuni tifosi da Pallotta, e i "Pallotta maiale" di risposta), già all'Open day del 14 agosto il settore più caldo della tifoseria giallorossa aveva dato vita ad una contestazione rimanendo in silenzio per il primi 30 minuti di Roma-Siviglia.

Infine due giorni fa ecco comparire un comunicato che annuncia la volontà, da parte della Curva Sud, di rimanere nuovamente in silenzio, stavolta per tutta la durata della partita Roma-Juventus. I motivi di tale gesto, si legge nella lettera, sono la divisione della curva in due sezioni e una serie di comportamenti irrispettosi nei confronti dei tifosi in generale (perquisizioni, atteggiamenti intimidatori da parte delle forze dell'ordine...).

Baldissoni ha ribadito la posizione della società giallorossa di fronte al provvedimento di segmentazione della Sud voluta dal prefetto Gabrielli: "I responsabili dell'ordine pubblico hanno il privilegio di non doversi confrontare con chi le deve mettere in pratica, nelle fattispecie la Roma e la Lazio. Sono iniziative quindi che noi dobbiamo necessariamente subire ed eseguire. Il tentativo di incolpare la società per quella che può essere una difficoltà di relazione tra il responsabile dell'ordine pubblico e i tifosi di un certo settore è frutto di equivoci, manipolazioni e strumentalizzazione". In più, dopo aver portato all'attenzione una serie di azioni compiute dalla Roma a favore dei tifosi, ha aggiunto: "Chi viene allo stadio per tifare dovrebbe appunto tifare. Quella di portare avanti proteste di tifo è una scelta che contraddice il ruolo del tifoso, soprattutto in una partita dal significato particolare come quella che domenica vedrà la Roma sfidare la sua rivale principale. La Roma ha bisogno dei suoi tifosi, ai tifosi la scelta libera e autonoma di comportarsi come ritengono opportuno".

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