Il tecnico elogia l'ex numero 10 anche al di là delle qualità tecniche: "Non l'ho mai sentito rimproverare un compagno per un passaggio sbagliato"

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Aurelio Andreazzoli, ex allenatore della Roma e non solo, ha rilasciato un'intervista esclusiva ai microfoni di Cronache di Spogliatoio nella quale ha affrontato diversi temi tra cui il legame con Francesco Totti: "Vederlo in allenamento era una goduria. E mi pagavano pure. Su di lui posso dire una cosa: non l'ho mai sentito rimproverare un compagno per un passaggio troppo corto o troppo largo, mai. Questo per dire che personaggio era da calciatore". Questo le prime parole di Andreazzoli che ha poi proseguito parlando sempre dell'ex capitano: "Ci siamo trovati che aveva poco più di 100 gol l'ho salutato che ne aveva 250. Quanto volte mi ha fatto alzare le mani in quegli anni". Andreazzoli ha poi continuato parlando del suo primo periodo nella Capitale insieme a Spalletti: "Nella prima Roma di Spalletti avevamo campioni del Mondo brasiliani e giocatori di altissimo livello. E anche umanamente devo dire lo stesso. Gente come Perrotta, Taddei, De Rossi. Ce n'erano un'infinità". L'allenatore ha poi concluso: "Quando poi ti trovi a confrontanti con realtà e qualità differenti fai un po' di fatica. Ma questo ti porta ad alzare l'asticella. Non ti accontenti più della giocata o di un passaggio fatto bene perché hai nella testa il suono che deve fare quel passaggio. Quello che senti in Champions. A quel punto hai la pretesa di alzare il livello di chi lavora con te. E' lì che fai il salto di qualità".

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