(di Alessio Nardo) Che la Roma sia ormai diretta verso il ritorno in Champions League dopo tre anni di lunga attesa, è un fatto pressoché certo. Resta soltanto da capire se bisognerà passare attraverso lo scoglio dei preliminari oppure no. E non è certo un dettaglio. Tredici punti di vantaggio sul quarto posto occupato dalla Fiorentina, per giunta con una partita ancora da recuperare (il 2 aprile all'Olimpico contro il Parma), offrono qualche certezza. Ci sono oltre due mesi pieni di stagione da disputare, ergo massima concentrazione. Ma si può già iniziare a dare uno sguardo al futuro. La Roma versione 2014-2015 è chiamata al salto di qualità. Forse l'ultimo, il definitivo, dopo aver gettato solide basi di competitività in questa stagione. In pochi mesi, il ds Walter Sabatini ha recuperato il tempo perso nei primi (disastrosi) due anni, costruendo un organico di spessore assieme ad un tecnico eccellente del calibro di Rudi Garcia. La stagione in corso non porterà trofei, l'obiettivo primario d'altronde era il ritorno in Europa. Ora ci siamo, al 99%, ed è il caso di pensare a come poter finalmente iniziare a vincere. All'inizio del prossimo anno, la Roma partirà legittimamente tra le favorite in campionato ed in Coppa Italia, con l'ulteriore ambizione di far bella figura a livello internazionale. Non ci si può accontentare. Bisogna sfruttare la positività del momento per aggredire il mercato ed integrare in modo significativo la rosa. Anche, se necessario, passando attraverso qualche dolorosa cessione.
DUBBIO MAICON - Partiamo dalla difesa. Anzi, dalla porta. Morgan De Sanctis il 26 marzo compirà 37 anni. Forma fisica e motivazioni sono quelle dei giorni migliori. Il mercato propone di continuo soluzioni intriganti (c'è, ad esempio, un Iker Casillas in uscita da Madrid...) ma la Roma può tranquillamente decidere di affidarsi al suo attuale guardiano per un'altra stagione. Piuttosto, bisognerà concedere un palcoscenico di prova al 23enne Lukasz Skorupski, trovando sul mercato un secondo più affidabile di Lobont. In difesa, le occasioni sono tante. Anche a parametro zero (in primis Sagna ed Evra, rispettivamente in scadenza con Arsenal e Manchester United). Il vero dubbio riguarda la condizione psicofisica di Maicon. Il brasiliano è in attesa di sapere se parteciperà o meno al mondiale. Dopodiché, ad inizio luglio, dovrà far conoscere alla Roma le sue intenzioni. Se avrà voglia o meno di giocarsi ancora le sue carte al 100% in Europa, pur non avendo più in testa l'obiettivo Coppa del Mondo. Il contratto dell'ex Inter scade nel 2015. Un'altra stagione in giallorosso è prevedibile e persino augurabile, viste le ottime prestazioni sciorinate quest'anno. Verso la conferma anche Torosidis, alternativa sempre affidabile. A sinistra Sabatini dovrà probabilmente intervenire. Uno tra Balzaretti e Dodò potrebbe far le valigie. Chi dei due rimarrà, dovrebbe far da vice al nuovo titolare. In mezzo, occhio alle possibili maxi offerte per Benatia, ritenuto però indispensabile da Garcia. Anche Castan, in caso di proposte invitanti, rischia di finire sul mercato. Ma a quel punto l'arrivo di un centrale forte ed esperto (uno alla Vertonghen o alla Astori, per intenderci) sarebbe garantito. Parco riserve già piuttosto ricco, con Romagnoli e Toloi (se quest'ultimo verrà riscattato) utili rincalzi.
PJANIC IN BILICO - La costituzione del centrocampo è legata al futuro del talento bosniaco. Inutile far finta di niente, la visita di Miralem al Parco dei Principi dieci giorni fa in occasione di PSG-Marsiglia è stata qualcosa in più di una gita fuori porta. L'interesse dei parigini è noto fin da tempo, Laurent Blanc non meno di due mesi fa ha candidamente ammesso di avere Pjanic tra i suoi obiettivi. Tanto che sarebbe già pronto un ricco contratto per il ragazzo, assai ingolosito dal corteggiamento francese. Con la Roma c'è in ballo una complessa trattativa per il rinnovo del contratto, in scadenza nel 2015. Sabatini ha ammesso come la situazione sia delicata e non ha escluso a priori una possibile cessione del calciatore. Di certo, la Roma non se ne priverà per meno di venticinque milioni. Soldi che poi potrebbero essere reinvestiti per fornire partner di adeguato livello ai vari Nainggolan, De Rossi e Strootman, solide colonne del presente e del futuro. Questo reparto, soprattutto se Pjanic dovesse andar via, sarà integrato con almeno un paio di pedine d'alto livello, visto e considerato anche il tempo di cui avrà bisogno Strootman per recuperare dal grave incidente al ginocchio sinistro. Da non dimenticare il talento argentino Leandro Paredes, classe '94, attualmente al Chievo ma romanista a partire da luglio. Ed occhio anche a Rodrigo Taddei, in scadenza di contratto a giugno. Con tre competizioni da disputare, sarebbe un peccato privarsi del contributo di un professionista esemplare e sempre puntuale. Un rinnovo a cifre ragionevoli sarebbe logico e persino meritato.
SERVE IL GRAN COLPO - Siamo all'attacco, il vero nodo dell'intera questione. Perché è qui che i tifosi e la critica si aspettano il grande colpo, il boom, l'affare da titolone sui giornali. E' già viva la suggestione Drogba, 36 anni, disponibile a parametro zero. Buon affare, sulla carta, a patto che non sia l'unico. Da troppi anni alla Roma manca un centravanti di straordinario livello. Un top europeo. Di nomi ce ne sono tanti: Mandzukic (Bayern Monaco) e Dzeko (Manchester City) forse i più avvicinabili. Resta da capire quanto potrà realmente spendere la Roma sul mercato. Com'è ovvio che sia, si deve partire dal contorno. Francesco Totti, contratto alla mano, resta una certezza. Gli anni saranno 38 a settembre, ma se gestito in un certo modo il Capitano potrà ancora rivelarsi utilissimo. Certo, non dovrà più esser lui l'unica ancora di salvataggio, l'estremo appiglio per salvare il salvabile. Francesco, da qui al 2016, dovrà costituire la ciliegina sulla torta. Il valore aggiunto di una squadra ben strutturata e più che mai competitiva. La titolarità assoluta, al centro dell'attacco, spetterà al possibile (o probabile) nuovo acquisto. La posizione di Destro, in caso di buona offerta, potrebbe vacillare. Confermatissimi sia Gervinho che Florenzi. Resta il dubbio su Bastos (verrà o meno riscattato?) e soprattutto su Adem Ljajic, il flop della stagione romanista. Da potenziale stella della squadra a riserva stabile ed imbronciata. Se qualcuno busserà con danari freschi, il serbo non sarà trattenuto a forza. Per il resto, un paio di interventi veri e corposi non guasterebbero. Un centravanti forte, come detto, ed un esterno in più di qualità. L'ideale per provare a fare la voce grossa. Sia in Italia che in Europa.
© RIPRODUZIONE RISERVATA