La maledizione del polpaccio pure su ElSha

Oggi nuovi esami, alla Roma è allarme: 16 incidenti al soleo in questa stagione

di Redazione, @forzaroma

Chissà se Claudio Ranieri, ascoltando l’ovazione che gli ha riservato Valencia come suo ex allenatore (era in panchina delle “leggende” del club), avrà pensato alla sfortuna della Roma. Se persino uno come Stephan El Shaarary, che in carriera non ha mai avuto infortuni muscolari, si è dovuto arrendere per la seconda volta in stagione significa che davvero, a Trigoria, quest’anno è andato tutto per il verso sbagliato. Il presidente giallorosso James Pallotta è infuriato e aspetta relazioni dal suo uomo di fiducia, Ed Lippie, mentre Claudio Ranieri aspetta di sapere se perla gara di domenica contro il Napoli potrà avere a disposizione l’attaccante che ieri ha lasciato il ritiro azzurro. Oggi El Shaarawy dovrebbe sostenere nuovi esami, di certo la Roma spera che le informazioni iniziali siano confermate: edema al polpaccio, tre giorni di riposo assoluto e poi si vedrà. Come scrive Chiara Zucchelli su La Gazzetta dello Sport, i giocatori non solo ne parlano tra di loro, ma in alcuni casi, appena sentono un fastidio, in allenamento cercano di non forzare per paura di farsi male. In tanti sono stati colpiti, e in totale sono stati 16 gli infortuni al soleo da agosto ad oggi. L’ultimo, in ordine di tempo, è stato appunto El Shaarawy, rientrato dalla Nazionale come, prima di lui, Florenzi. Aveva sofferto di un fastidio poi anche Zaniolo, ma senza lesione, mentre Manolas e De Rossi sono stati tra le ultime vittime della maledizione del polpaccio. Nei mesi scorsi poi è toccato a Olsen, Perotti, Mirante, Coric, Pellegrini e Pastore, per ben cinque volte. L’argentino è quello che ha sofferto di più e anche se, come per De Rossi, il problema risale ai tempi passati, è innegabile come i carichi di lavoro di questa stagione lo abbiano penalizzato. Tanto che, come Perotti, è stato costretto ad andare fuori dall’Italia, in una clinica di fiducia di Monchi a Barcellona, per cercare di risolvere in maniera drastica e definitiva il problema. Tutto nell’anno in cui la Roma è tornata, dieci stagioni dopo l’ultima volta, a fare il ritiro a Trigoria proprio perché il club era convinto, visti i lavori eseguiti nel centro sportivo, di aver messo a disposizione di Di Francesco la migliore struttura possibile. Macchinari di ultima generazione, centro di recupero all’avanguardia e palestra fresca di rinnovo, così come le camere, avevano convinto i calciatori fin dal primo giorno di lavoro, salvo poi, col passare delle settimane, rendersi conto che qualcosa non aveva funzionato nel modo corretto.

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