Stop agli stipendi, il calcio si unisce

Stop agli stipendi, il calcio si unisce

La priorità della Lega è terminare i campionati, c’è accordo per sforare a luglio ma gli allenamenti restano fermi. Ipotesi sospensione dei compensi per i giocatori

di Redazione, @forzaroma

Si ha la consapevolezza che anche il calcio adesso stia prendendo coscienza dell’emergenza coronavirus con i tragici numeri – destinati a salire – di vittime e contagi ed è inutile parlare di ripresa di allenamenti o campionato, scrivono Emiliano Bernardini e Salvatore Riggio su Il Messaggero.

Questo è il pensiero ribadito all’inizio della conference call da Paolo Dal Pino, presidente della Lega serie A. Per quanto riguarda la ripresa della stagione, l’unica ipotesi ventilata è stata quella, nel caso, di dare priorità al campionato, con un calendario ipotetico che può sforare fino a luglio. Ma sono tutti d’accordo nell’aspettare segnali più precisi dal governo.

Da parte sua l’Uefa su questo argomento non è in linea con la Lega serie A (martedì ci sarà un contatto tra le parti): da Nyon vorrebbero mandare in vacanza per un anno il fair play finanziario, ma in cambio punterebbe a dare centralità alle coppe europee.

L’argomento più caldo è quello che riguarda gli stipendi. I contatti con l’Aic sono continui. È stato ipotizzato di sospendere quelli di marzo dei calciatori (ma in realtà c’è tempo fino a maggio per pagare). Mensilità che verrebbe saldata più avanti magari in maniera dilazionata. “Davanti a un danno l’Aic farà la sua parte“, è il pensiero dominante del sindacato dei calciatori.

Si sta studiando un pacchetto di iniziative per la deducibilità dei costi sostenuti dal club, come ad esempio quelli per le prestazioni di intermediazione, il pagamento differito delle imposte e la defiscalizzazione sui bonus. Si pensa anche ai tifosi: voucher per risarcire gli abbonati.

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