L’allenatore a Lione dopo 10 anni: «La Roma non merita disfattismo»
Il 4-2-3-1 di Spalletti, presentato a Lione nel 2007, nel giro di pochi mesi diventò la traccia di riferimento per diversi colleghi, anche i più celebrati, come evidenzia Ugo Trani su Il Messaggero.
Oggi non è il momento di sfogliare l’album dei ricordi. Nè di pensare alle tentazioni che vengono dalla Premier, Arsenal e Tottenham i club più interessati al futuro del toscano, pronto al confronto ravvicinato con il presidente Pallotta sul rinnovo del contratto.
Stasera, nell’andata degli ottavi di Europa League contro l’Olympique, tocca a lui riaccendere la Roma che si è fermata sul più bello, in Coppa Italia e in campionato. «Le due sconfitte mi provocano fastidio, ma si va avanti con la consapevolezza di aver tutto a portata di mano».
VIDEO - Spalletti: "Non partecipo al disfattismo sulla Roma" [HD]
Spalletti è qui, con 10 anni in più: «Sono peggiorato in tutto. Giusto il messaggio che qualcuno di voi ha mandato al presidente quando sono tornato: “Persona pericolosa, non lo prendete”. Sintesi perfetta».
Riparte dalla linea a 3: «Il nostro atteggiamento dipende sempre da chi affrontiamo». Al Parc Ol c’è da fare attenzione: «Fondamentale è non giocare a campo aperto. O vai a mordere forte in avanti o si lascia il pallino e si torna dietro. La via di mezzo favorisce gli altri...»
Sulla condizione atletica del gruppo dice: «Quando si parla di stanchezza non si va a toccare solo i muscoli, ma diventa importante anche quello che dice la testa.Poi è chiaro che sono tante partite, ma ho fiducia nelle capacità extra dei miei calciatori. Ho solo questa strada». Avverte, quasi sfidando la platea: «Non partecipo al disfattismo che c’è intorno alla squadra. Queste due sconfitte fanno male, ma sono due sconfitte».
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