Roma-Palermo 1-2: un altro ko verso la partita decisiva tra Pallotta e Garcia

Il presidente chiederà spiegazioni al francese che dopo la gara dell’Olimpico ha tentato la solita imbarazzante marcia indietro

di Redazione, @forzaroma

Il derby, improvvisamente, sembra lontanissimo. Perché non basta il secondo posto, conquistato grazie al successo di lunedì scorso contro la Lazio, per avere certezze sul futuro della Roma. Che, incapace ormai di godersi anche le notti più belle, chiude il campionato con l’11° ko, contando anche i 5 nelle coppe, e resta a 17 punti dalla Juve proprio come un anno fa. Se la sconfitta contro il Palermo è insignificante (staccare la spina, però, non è mai da grande club: così il gap non diminuirà mai), non lo è certo l’appuntamento più ingombrante per la società. Perché la stagione non è finita con l’ultimo match del torneo. Manca ancora l’incontro decisivo. Non sarà in campo, ma attorno a un tavolo. Giovedì a Londra è in programma l’atteso faccia a faccia tra Pallotta Garcia, alla presenza dei dirigenti Zecca, Zanzi e Baldissoni.

RESA DEI CONTI
Il presidente chiederà spiegazioni al francese che dopo la gara dell’Olimpico ha tentato la solita imbarazzante marcia indietro. La proprietà non ha gradito le sue esternazioni sui conti del club giallorosso. Sul fatturato (il 5° in Italia dietro a Juve, Milan, Napoli e Inter), sul fair play finanziario che frena le operazioni di mercato e sulle dismissioni obbligatorie. Su input di Pallotta sono scomparse dal palinsesto di Roma Tv le repliche della conferenza stampa di sabato. La motivazione è scontata: le frasi di Rudi hanno spiazzato la dirigenza e al tempo stesso hanno creato malumore nella tifoseria. Che è spaccata. C’è chi difende la società, chi sta con il tecnico. La Sud, ad esempio, ha insultato Pallotta eBaldissoni. E da più settori dello stadio, curva compresa, sono partiti fischi per il tecnico. Sabatini è stato duro prima del match: «L’allenatore ha sbagliato il saggio di fine anno. Con puntualizzazioni che non sono state gradite». Il ds ha bocciato la resa in pubblico. La rassegnazione di Rudi che si prepara a vedere la Juve sempre più distante. «Ma non è in discussione» ha chiarito Sabatiniche comunque ha individuato già due possibili sostituti: Conte ed Emery. La loro personalità potrebbe servire dentro lo spogliatoio giallorosso.

CHIAREZZA NECESSARIA
Pallotta
, però, dovrà uscire allo scoperto. Garcia gli ha chiesto questo. Vuole garanzie tecniche dal presidente (il centravanti e non solo: la rosa è almeno per metà da rifare e Totti, a 39 anni, con 10 gol è ancora il miglior realizzatore della squadra). E, se non le riceverà, chiederà al suo interlocutore di spiegare alla gente come intende migliorare la Roma seconda. «Resto finche mi vogliono».Rudi, orgoglioso fino in fondo, si presenterà al vertice di Londra con l’accesso diretto alla prossima Champions, obiettivo centrato per la seconda stagione di fila. Bisogna vedere se basterà. Perché le eliminazioni dalla Coppa Italia e dall’Europa League non sono piaciute alla proprietà. Che, ascoltando il parere di Sabatini, gli rimproverano pure la preparazioni atletica scadente, la disorganizzazione tattica e la gestione morbida dei giocatori. Sul tavolo londinese, insomma, oltre alle verità del tecnico, finiranno pure le contestazioni del club. Il confronto sarà fondamentale. Per capire se è davvero il caso di continuare insieme. Fino al 30 giugno del 2018.

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