Roma new look per lo scudetto

Spalletti ha cambiato pelle alla squadra: possesso palla ridotto e più ripartenze. Meno turnover in difesa: Manolas, Jesus e Fazio titolari nei tre successi di fila

di Redazione, @forzaroma

La Roma non è più la stessa di qualche settimana fa e bisogna riconoscere il merito a Spalletti di essere riuscito a dare un senso al suo lavoro, da sempre e non solo oggi, scrupoloso e costruttivo. Come riportato nell’edizione odierna de “Il Messaggero”, il secondo posto (non da sola, ma con il Milan di Montella) la battezza come unica e autentica rivale della Juve capolista che è comunque avanti 5 punti. Sono vittorie fondamentali per il presente e anche per il futuro: a parità di punti, nella volata per il podio Champions, gli scontri diretti fanno la differenza. Dietro questi 6 punti, però, c’è molto altro.

La continuità è il segnale più concreto della crescita che è evidenziata dalla rimonta in classifica. Ma, come spesso accade nel calcio italiano, i risultati si costruiscono in difesa. Nei 3 match vinti, Manolas, Fazio e Juan Jesus sono sempre partiti dall’inizio. Senza Vermaelen, Ruediger e Mario Rui, la scelta può sembrare scontata. Non è così. Perché, dopo l’imbarcata all’Olimpico granata contro il Torino, ha piazzato tre sentinelle, abbastanza vicine tra loro, a protezione del fortino, rinunciando al doppio fluidificante, con Florenzi a destra e Peres a sinistra. Uno, tra i due, è di troppo. 

Meno possesso palla e più contropiede. Gestione della palla all’avversario e ripartenza alla Roma. L’attesa, vigile e spietata, lo ha premiato. Peres, Florenzi e Salah contro l’Inter; Florenzi, Nainggolan e Salah contro il Napoli. Frecce avvelenate sulle verticalizzazioni dei compagni. Che sono risultate fondamentali per il risveglio di Dzeko. Che sa difendere il pallone e anche andare in profondità.

(U. Trani)

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