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Il Messaggero

Pellegrini, niente scherzi

Getty Images

Il capitano ieri è rimasto bloccato a casa per una fastidiosa febbre influenzale

Redazione

La sorpresa che non t’aspetti. E della quale Mourinho avrebbe fatto volentieri a meno. Ieri dovevano tornare ad allenarsi con il gruppo i reduci della Nations League. Cristante e Veretout erano presenti, Pellegrini no. Il capitano è rimasto infatti bloccato a casa per una fastidiosa febbre influenzale. Lunedì sera i primi sintomi, acuiti nella notte, scrive Stefano Carina su Il Messaggero. Ieri mattina è comparsa la febbre che, per cautela, lo ha portato ad effettuare il tampone, risultato negativo (aveva contratto il Covid un anno fa). Nel pomeriggio i primi miglioramenti. A tal punto che questa mattina farà un punto con lo staff medico giallorosso per capire se tornare già oggi a Trigoria. Non vuole perdere tempo: domenica c’è Juventus-Roma. José lo vorrebbe uno e trino. Si accontenta della sua presenza costantemente in campo. I numeri lo confermano: sinora ha disputato 562 minuti in 6 gare di campionato, saltando soltanto il derby per squalifica. E anche quando avrebbe potuto farlo riposare in Conference League, Mou ha preferito inserirlo sempre tra i titolari, sostituendolo soltanto in 2 gare su 4 nel quarto d’ora finale. Del resto c’è una Roma con Pellegrini e una senza. Lo si è visto nel derby. Approccio alla gara sbagliato, attacco spesso confusionario, Abraham che non ha mai tirato in porta, gruppo che si affidato perlopiù agli strappi solitari di Zaniolo. Una squadra semplicemente diversa rispetto al solito. Non può essere un caso che fosse assente Lorenzo. Al quale lo Special One, come spesso capita, ha regalato la definizione più appropriata: “È il nostro collante“. Anche in questo caso i numeri possono venire in soccorso. Il capitano sino alla passata stagione viaggiava ad una media di 2,1 passaggi chiave a gara (con questo termine ci si riferisce all’ultimo passaggio che permette a un calciatore di tirare verso la porta avversaria: se segna si trasforma in assist). Sono bastati tre mesi con il nuovo tecnico per raddoppiare o quasi il dato: ora è a quota 3,8. Statistica che si riflette con la vicinanza alla porta avversaria che lo ha portato a segnare 4 gol in campionato e 3 in Conference League. In appena 10 presenze ha quasi eguagliato quanto fatto lo scorso anno (10 reti) in 47. Della serie: quando c’è, è un’altra cosa.