Pastore, di “buon” è rimasto poco

Pastore, di “buon” è rimasto poco

La sensazione è che il Flaco non sia più giocatore da palcoscenici importanti. Il piede c’è, le gambe no

di Redazione, @forzaroma

L’immagine più nitida, e probabilmente più triste della partita della Roma in Austria, è l’uscita dal campo di Javier Pastore, forse l’uomo più atteso della squadra B di Paulo Fonseca, per favorire l’ingresso di Mirko Antonucci. Cioè di un ragazzino che la società giallorossa nei mesi passati non è riuscita a piazzare, ovviamente in una serie inferiore, dopo l’annataccia a Pescara, scrive Mimmo Ferretti su Il Messaggero. A quel punto, si è avuta la certezza, praticamente matematica, che l’argentino, raramente visibile durante il gioco, non è più un calciatore da palcoscenici importanti.

Il piede c’è, le gambe no. Un problema, ne converrete, per un club che lo paga fior di milioni e che in cambio non riceve nulla o quasi. La prova del Flaco, al di là di qualche lampo tecnico, non ha regalato uno straccio di speranza per il futuro. La Roma, lo ha indirettamente “confermato” lo stesso ds Petrachi, nell’ultimo calciomercato ha cercato in ogni modo di privarsi dell’ex Psg, ma non ha trovato alcun acquirente.

Adesso c’è il campionato in testa ai pensieri della Roma. Significativo, ad esempio, il non ingresso in campo di Dzeko al posto di Kalinic, lontanissimo dalla forma migliore, o dell’irritante, deludente, presuntoso Kluivert. Ci può stare, perché l’obiettivo dell’azienda Roma, si sa, è tornare a fine anno in Champions.

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