Dopo le parole di Pallotta l’allenatore e la Roma sono sempre più distanti. E i tifosi si schierano con Spalletti

Inutile far finta di niente, adesso Pallotta e Spalletti sono più distanti. Al netto delle rettifiche fuori tempo massimo e delle smentite future che arriveranno e anche ben impiattate, come scrive Ugo Trani su Il Messaggero, la divergenza di opinioni e di strategie tra il presidente e l'allenatore è agli atti negli audio radiofonici e televisivi. E, mai come stavolta, registrazione semper certa est.

La tifoseria su Internet, deludendo e amareggiando la società giallorossa, si è schierata nelle ultime ore contro James e quindi con Lucio. Sui social network, nel giorno in cui il club ha provato a festeggiare i 59 anni di Pallotta, i tweet sono stati feroci. E offensivi. Da «buon compleanno de che, mettece li sordi» a «sette anni, zero trofei».

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I dirigenti giallorossi danno la loro versione, anche abbastanza credibile: Pallotta stima Spalletti. Ma l'entrata del presidente è stata a gamba tesa. Tant'è vero che in, 2 atti (sabato e domenica), l'allenatore ha reagito. James, nel pieno della sua superficialità, ha raccontato di essersi confrontato «con Franco» (cioè il consulente Baldini, tanto per coinvolgere in pubblico anche chi opera sotto traccia), prima di Roma-Napoli, e insieme hanno concordato che la formazione scelta per lo scontro diretto non fosse quella giusta.

Il presidente ha pure annunciato quale sarà la virata nel prossimo mercato: largo ai giovani del vivaio. Il tecnico ne ha preso atto: «Ma bisogna dirlo alla gente. Soprattutto se si vuole vincere». A Palermo, però, è stato più rancoroso. «Quanto detto dal presidente non mi impressiona. Ma lo vorrei più presente». Ieri Pallotta gli ha teso la mano: «Ha ragione, ma sono rimasto a Boston a lavorare per lo stadio».

«Resto solo se vinco» è il mantra di Spalletti. Che, in questo finale di stagione, non può bastare alla proprietà Usa. Adesso la priorità è non rimanere con il cerino acceso in mano. Va individuato l'eventuale sostituto di Lucio. Magari cercando di capire chi lo sceglierà: Pallotta ne ha già parlato con Baldini e Monchi. E anche con Gandini e Baldissoni. Per non farsi trovare impreparati. Ma per l'identikit, è necessario conoscere quali saranno gli investimenti per rinforzare la rosa e quanti i giovani da portare in prima squadra. E presentare il menù ai vari candidati: da Mancini, non sotto contratto) a Montella, da Di Francesco a Gasperini. E, guardando anche all'estero, da Emery a Conte. E, perché no, Luis Enrique.

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