Le voci di dentro

«Dovevamo prendere più gol, sei sono stati pure pochi. Non abbiamo fatto niente. O meglio siamo entrati in campo con l’intenzione di difenderci per 90 minuti. Ma così è difficile, non si va da nessuna parte»

di Redazione, @forzaroma

Dopo la pesante sconfitta del Camp Nou le accuse non arrivano solo dall’ambiente esterno ma anche da dentro lo spogliatoio. «Partita impostata non correttamente», le parole di Florenzi dell’altra sera.

Come evidenzia Stefano Carina su Il Messaggero, poco prima, Maicon non era stato più soft: «Dovevamo prendere più gol, sei sono stati pure pochi. Non abbiamo fatto niente. O meglio siamo entrati in campo con l’intenzione di difenderci per 90 minuti. Ma così è difficile, non si va da nessuna parte».

Un duplice j’accuse che nelle intenzioni dei due calciatori (la tesi di Trigoria) era da condividere tra squadra e tecnico ma che all’esterno è apparso come un chiaro segnale di mancata condivisione delle strategie di Garcia.

Non è la prima volta che accade. Quest’anno (Keita dopo il ko con la Sampdoria: «Qualcosa non ha funzionato ma sta a Garcia trovare delle soluzioni») ma soprattutto nella passata stagione. Nel girone di ritorno, le perplessità sul suo operato, erano (quasi) all’ordine del giorno. Iniziò Florenzi («Non so che ruolo ho»), toccò poi a Nainggolan («Corro da solo»), Ljajic («Non sappiamo cosa fare»), De Rossi («Abbiamo fatto cagare a lungo») e per ultimo De Sanctis: «Il bicchiere è mezzo vuoto. La società ha capito e visto quello che è successo e prenderà delle decisioni. Mi riferisco alla squadra, allo staff medico e a quello tecnico».

Dopo tre anni, l’idea su Garcia è abbastanza chiara. Buon motivatore ma carente sotto l’aspetto tattico.

A Barcellona la motivazione data da Rudi era che mancando Gervinho e Salah, difendere bassi sarebbe stato inutile perché poi non si sarebbe potuto sfruttare la velocità in contropiede dei due africani. Meglio alzarsi, accorciare il campo per sfruttare Dzeko e provare a metterli in fuorigioco. Il problema è che a questi livelli non si può improvvisare.  Che i calciatori non avessero digerito i dettami tattici si è visto in partita. E anche dopo, quando Keita si è intrattenuto a lungo con il video-analyst Beccaccioli.

Parlare di Garcia inviso al gruppo sarebbe sbagliato e scorretto. Tuttavia i calciatori hanno capito per primi come la figura del francese, rispetto ai primi due anni, sia ormai depotenziata.

 

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