rassegna stampa

Lamela promosso

(Il Messaggero) Promosso Lamela e con lui tutto l’attacco titolare della Roma. Il tridente funziona: Erik a destra, Osvaldo al centro, Totti a sinistra e spesso, se serve (sembra di sì) regista aggiunto.

Redazione

(Il Messaggero) Promosso Lamela e con lui tutto l’attacco titolare della Roma. Il tridente funziona: Erik a destra, Osvaldo al centro, Totti a sinistra e spesso, se serve (sembra di sì) regista aggiunto. Sono loro, non a caso, anche i marcatori del successo di domenica sera a Genova, en plein per il reparto con la doppietta di Dani e le prodezze di Francesco e del giovane argentino. Sono quelli che stanno indirizzando il campionato della Roma: 10 su 15 reti giallorosse sono loro, 5 del centravanti, 2 del capitano e 3 tre del ventenne preso l’anno scorso dal River Plate.

Davanti le cose funzionano grazie a loro e, cosa abbastanza scontata, agli schemi offensivi di Zeman. La Roma è l’unica formazione di serie A ad aver sempre fatto gol nelle prime 8 gare di campionato: non ha segnato (anche se poi ha avuto lo 0 a 3 a tavolino dal giudice sportivo) solo nella trasferta di Cagliari, biglietto di andata e ritorno senza passare dallo stadio di Is Arenas. Quando è scesa in campo, nelle altre 7 gare, ha sempre realizzato almeno una rete. La media è alta, più di due a partita, tanto da essere dopo la Juve, a digiuno solo nella gara esterna contro la Fiorentina, la squadra che ha fatto finora più gol: 19 per i bianconeri e 18 per i giallorossi (ovviamente, in questo caso, si contano i 3 della gara non giocata a contro il Cagliari).

Tutto secondo il copione del boemo che l’anno scorso, nel torneo di serie B vinto con il Pescara, offrì al nostro calcio numeri da paura: 90 reti in 42 partite, media come sempre di almeno due a incontro, anche se tante rimangono anche quelle subite, 55 nella stagione scorsa, e già 13 in questa, terz’ultima difesa della serie A, solo il Chievo e il Pescara, con 15 hanno fatto peggio. Ma Zdenek guarda avanti. A migliorare le percentuali offensive e a mettere le sue punte nelle condizioni di segnare a raffica. Come accadde nelle sue due precedenti annate vissute sulla panchina giallorossa: 67 gol nella prima (49 degli attaccanti) e 69 in quella successiva (51). Nelle prime 7 gare di questo torneo, su 15 reti ben 11 sono state firmate da chi gioca nel tridente. Oltre ai tre di Marassi, anche Nico Lopez ha lasciato subito il segno: 1 gol alla prima partita in serie A.

In attesa che pure Destro faccia la sua parte (l’unico gol stagionale di Mattia, per ora, contro Malta, ma in maglia azzurra), Zeman sta puntando forte su Lamela. E’ lui la punta di riferimento del nuovo corso. Un po’ perché non ha mai giocato in quella posizione, da esterno offensivo, e un po’ perché in carriera, anche quando da giovanissimo ha iniziato a mettersi in mostra in Argentina, di reti ne ha sempre segnate poche. Il suo record è 4 in 34 gare, nell’ultimo campionato giocato con il River Plate, stagione 2010-2011. Gli stessi che ha contato alla fine della sua prima stagione in giallorosso, 4 in 29 match. Media e annata migliore, perché in tutto, compresa la doppietta in Coppa Italia alla Fiorentina, i gol sono stati 6. La partenza in questo torneo è buona: già 3 reti, la metà dei suoi successi personali con Luis Enrique in panchina.

El Coco di Zeman e non per scherzo. L’allenatore di Praga vuole sfruttare la qualità del ventenne di Buenos Aires e al tempo stesso pure la fisicità. Sono due le indicazioni di base date all’allievo da Zdenek: 1) «Un attaccante non deve giocare mai spalle alla porta»; 2) «Una punta esterna deve entrare in area senza palla perché così ha più possibilità di trovarsi davanti alla porta e ha più facilità a fare gol». Le due reti di fila, all’Atalanta e al Genoa, vengono proprio dall’inserimento senza trascinarsi il pallone con i piedi all’interno dell’area di rigore. Lamela ha recepito e può solo crescere. E’ il segnale più importante per il reparto che già conta due zemaniani dichiarati come Totti e Osvaldo, capaci di scambiarsi anche le posizioni. Erik prima delle due reti di fila, era già andato a segno contro il Bologna, ma calciando dalla distanza. Ora, per tenersi stretto il posto da titolare sulla fascia destra (indigesto a tutti gli altri attaccanti, eccetto il suo amicone Nico Lopez), si sta adattando alle richieste del boemo. Semplici ed efficaci.