La Roma soffre i troppi adattati

Spalletti lavora con una rosa corta: tanti i giocatori impiegati fuori ruolo. Non solo problemi di personalità alla base delle prestazioni altalenanti

di Redazione, @forzaroma

La favola di Totti è così bella che rischia di offuscare i problemi della Roma. Difficoltà che non si limitano alla scarsa personalità denunciata da Spalletti, scrive Stefano Carina su “Il Messaggero“. In primis c’è quello relativo alle fasce difensive. Con i doriani è bastato che Giampaolo allargasse Muriel e Alvarez, alla ricerca costante dell’uno contro uno con Bruno Peres e Florenzi, perché la retroguardia giallorossa andasse in tilt.

Un altro limite che stanno evidenziando le prime uscite stagionali è il valore di alcuni singoli: ci sono almeno 3-4 elementi della rosa che quando vengono impiegati mostrano i loro limiti tecnici. Anche perché gioco-forza vengono utilizzati in ruoli non loro. Sia chiaro: nell’emergenza chiunque può ricoprire una posizione non sua e fare bella figura. Il problema è quando l’eccezione si trasforma in consuetudine. E nella Roma rischiano di essere troppe. Florenzi, un’eccellenza, è costretto a giocare terzino. Bruno Peres, un esterno destro più adatto per una difesa a tre, da Cagliari gioca costantemente a sinistra in una difesa a quattro. Emerson, un esterno alto, quando viene impiegato giostra da terzino, ruolo ricoperto anche da Juan Jesus, un centrale. Posizione nella quale al suo rientro spesso scalerà anche Ruediger, un altro centrale.

Senza contare che la rosa romanista palesa altre lacune, come quella sempre più evidente della mancanza di un regista al quale affidarsi nei momenti di difficoltà. De Rossi ha altre caratteristiche e Paredes ancora limiti di personalità. La mediana, poi, con la Samp è sembrata già stanca ed è il reparto più corto. Dopo due anni di stop, Strootman nel primo mese ha già disputato 5 gare con la Roma e 2 con la nazionale. Troppe, forse, anche per Nainggolan.

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