Il cucchiaino d’oro di Nicolò illumina il futuro

Una grande rete quella di Zaniolo, roba per palati fini, la prima in serie A per il giovane centrocampista

di Redazione, @forzaroma

La Roma si regala un Santo Stefano sereno in attesa di chiudere, sabato, l’anno solare a Parma, scrive Mimmo Ferretti su Il Messaggero. Due vittorie in casa e un ko all’Allianz Stadium nelle ultime tre partite: sei punti, media 2 a gara, rendimento non straordinario ma almeno sufficiente per restare dalle parti della zona Champions, ancora lontana quattro punti.

La stagione, al di là del successo contro il Sassuolo, continua a essere (molto) deficitaria. Ecco perché, a questo punto, diventa fondamentale vincere anche a Parma, ultimo appuntamento prima della sosta invernale e della riapertura del mercato, per dare ancor più fiato alle proprie ambizioni.

Intanto, la vittoria dovrebbe aver messo EDF al riparo da sorprese targate Boston, anche se con James Pallotta è sempre lecito aspettarsi di tutto.

Monchi-DiFra è il tandem che ha preteso l’inserimento di Zaniolo nella trattativa che ha portato Nainggolan all’Inter. E oggi non c’è un solo tifoso nerazzurro che non stia maledicendo quella trattativa. Già, Zaniolo, autore contro il Sassuolo della sua prima rete tra i grandi. Una grande rete, a dire il vero. Roba per palati fini. Prima lo scatto da centometrista all’altezza della linea di metà campo, con Ferrari ansimante alle sue costole, poi la frenata nel cuore dell’area emiliana, il dribbling con il tacco, la doppia finta con il solito Ferrari e pure Consigli sdraiati a terra e, infine, il cucchiaino di sinistro nella porta ormai vuota. Un gioiello d’oro, e neppure troppo grezzo. Roba per pochi, non per tutti.

ZaniORO, oggi, rappresenta la speranza di un mondo (giallorosso) migliore; di un futuro radioso e di tempi meno cupi. Sarà fondamentale, per lui e per la Roma, non andare via di testa. Una cosa non facile nella Capitale e per un giocatore della Roma.

Zaniolo, nel giro di pochi mesi, ha ingigantito il proprio valore di mercato. E questa, se ci pensate bene, è la notizia meno lieta di fine 2018. 

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