Florenzi il maratoneta che piace a tutti i tecnici

di Redazione, @forzaroma

(Il Messaggero – S.Carina) – Con quella di martedì a Kalmar con la maglia dell’Under 21 ha disputato 9 partite in 51 giorni: in media una ogni cinque e mezzo. Ma il maratoneta Alessandro Florenzi non vuole fermarsi. A chi, scherzando, sul volo di ritorno a Roma gli ha sussurrato – «Vedrai che Zeman domenica ti farà riposare» – la replica è stata quella di un ragazzo che oramai ci ha preso gusto: «Ma che stai scherzando?». Sembra lontana un’eternità la prima giornata di campionato, l’unica nella quale è partito dalla panchina. Poi, complice l’infortunio di Bradley ma soprattutto un rendimento altissimo (e due gol), Florenzi è diventato uno dei perni della mediana della Roma. Ma non ditelo in sua presenza: il timore di svegliarsi da un bel sogno, è dietro l’angolo.
L’amore calcistico con Zeman è stato di quelli a prima vista. E non è un caso che il centrocampista sia stato uno dei pochi ad andare in soccorso del tecnico dopo il pesante ko di Torino: «Il problema non è il mister ma noi che facciamo il dieci per cento di quanto ci dice». Florenzi è un ragazzo che piace alla tifoseria. Sia per l’impegno in campo ma anche per come si pone fuori. Un esempio? Post-gara con l’Atalanta: tra decine di giornalisti che lo rincorrono, scova un vecchio amico nella mix-zone. Va di corsa ma trova comunque il tempo per fermarsi

 

Un abbraccio, due battute con lui, per poi salutare i presenti e scusarsi per il fatto che non fosse autorizzato a parlare. Gesti semplici che danno però l’idea di un ragazzo che nonostante la notorietà arrivata all’improvviso e qualche soldo in più in tasca (ha rinnovato da poco il contratto passando da 1800 euro al mese a 600mila annui) non ha perso una caratteristica fondamentale nella vita: la semplicità. Se ne è accorto anche il tecnico dell’Under 21, Mangia: «Florenzi è semplicemente bravo. Sotto tutti i punti di vista. A Crotone fece anche il terzino, ma credo che il suo ruolo ideale sia la mezzala. Me lo tengo stretto, il mio giovane italiano – ha spiegato ieri a Teleradiostereo – dico che è un buon giocatore altrimenti lo caricate di eccessiva responsabilità. Anche se lui ha la testa giusta». La stessa che sembrava avere Borini, sacrificato nell’ultimo mercato per arrivare a Destro. L’attaccante, ora al Liverpool, dovrà sottoporsi ad un intervento chirurgico per ridurre la frattura dello scafoide del piede destro, rimediata in occasione della gara con il Manchester United ed evidenziata durante il ritiro dell’under 21 azzurra. Rimarrà fuori per almeno tre mesi e tornerà in campo solo all’inizio del 2013.

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