Negli ultimi tempi si è parlato molto degli interessi dei singoli e poco di quelli della Roma
A sei giornate dalla fine il sogno tricolore evapora sotto il sole della vigilia di Pasqua e, adesso, l’obiettivo diventa conservare il secondo posto. A partire dalla trasferta di Pescara, come scrive Mimmo Ferretti su Il Messaggero, si tornerà a mettere (obbligatorio farlo, o no?) la Roma squadra, non il singolo o i singoli, al centro di tutto.
Perché tra il contratto di Spalletti, quello di De Rossi, la scelta di Totti, l’arrivo di Monchi, l’elezione di Baldini a sindaco della Roma, la visita di Pallotta alla sindaca di Roma, il mal di pancia di Manolas, il prolungamento promesso a Nainggolan, i racconti di un passato più o meno arrogante di Sabatini e il già lungo elenco dei prossimi probabili, probabilissimi, praticamente certi acquisti - tanto per citare alcuni argomenti di popolare attualità - insomma tra tutto questo, della Roma, quella con la R maiuscola, nelle ultime settimane si è parlato (troppo) poco. Rimettere la Roma al centro del villaggio, ecco la mossa.
Passare in un attimo dal sogno scudetto all’incubo terzo posto, del resto, fa parte del dna della città. È arrivato il momento di cominciare a chiedere a Spalletti perché la squadra cammina, perché ha smarrito la via del gioco invece di insistere a domandargli del suo futuro. Lucio, del resto, deve dare una risposta ai dirigenti, non ai giornalisti e tramite loro ai tifosi.
© RIPRODUZIONE RISERVATA