Dodò, fine di un incubo

di Redazione, @forzaroma

(Il Messaggero – S.Carina) – Stavolta non dovrebbero esserci sorprese. «Dodò? Non è scontato che parta dal primo minuto ma è molto probabile», la riflessione a voce alta di Zeman ieri. Parole che sorprendono e non poco visto che solamente sette giorni fa il responso del tecnico era stato diametralmente opposto: «Progressi? Ci sono stati nel senso che ogni tanto c’è, ora si allena con più continuità con la squadra anche se ancora non ne ha. Penso sia al 50%. Ma non è pronto per girarsi, per saltare e per scattare». Fatto sta che dopo una settimana nella quale il brasiliano non ha partecipato soltanto alla seduta di lunedì, per poi aggregarsi al gruppo nelle restanti, complice anche il forfait di Balzaretti (a proposito, anche sul terzino l’allenatore boemo ha accorciato i tempi del recupero di almeno una settimana: il rientro è previsto per la gara con il Palermo) l’ex Corinthians partirà dal primo minuto. Zeman è tuttavia consapevole che non potrà essere al top: «Quando l’ho visto su dvd mi ha impressionato per la corsa ma ora non è quello del Brasile. È molto bravo, speriamo possa dimostrarlo anche a Roma».

L’attesa dunque sembra essere finita. Dopo undici mesi dall’operazione che nel novembre dello scorso anno gli ricostruì il legamento crociato del ginocchio sinistro, José Rodolfo Pires Ribeiro, alias Dodò, è pronto. Una scommessa che la Roma è certa di vincere. Altrimenti il ds Sabatini non avrebbe investito un milione di euro per il premio di formazione che spettava al club paulista e pagato anche una commissione di 1,5 milioni all’agente Calenda. Due milioni e mezzo, per un ragazzino con un legamento crociato rotto e con il contratto scaduto, non è cosa di tutti i giorni.[…]

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