(Il Messaggero)  E, alla fine, Zdenek Zeman ha optato per la soluzione De Rossi al posto dello squalificato Tachtsidis. Come era accaduto in occasione della partita dell’Olimpico contro il Catania quando, con il greco in panchina, era stato sempre De Rossi a prendere in mano le redini del centrocampo della Roma. Il boemo recentemente era stato piuttosto categorico quando aveva parlato dello statunitense come alternativa a Tachtsidis che, di fatto, è il titolare in quel ruolo, ma alla fine ha optato per De Rossi. Bradley e De Rossi nella rispettive nazionali non giocano al centro del centrocampo ma spostati sulla fascia intermedia. Va detto, comunque, che i due sono partiti con queste posizioni ma durante la partita si sono spesso scambiati i compiti.Per Zeman, che in passato è stato allenatore anche del Parma (in serie B, venne cacciato dopo poche giornate di campionato e dopo aver battuto in amichevole sia la Roma che il Real Madrid) inizialmente ha modificato l’assetto della Roma che domenica passata è stata battuta in casa dall’Udinese: Bradley per lo squalificato Tacht e Florenzi al posto di Pjanic, ormai ufficialmente una riserva. Un caso? No, per ora. Anche se i nervosismi in casa Roma sono all’ordine del giorno.

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Ieri, ad esempio, Cesare Prandelli è tornato a parlare delle esclusioni di De Rossi e Osvaldo in occasione di Roma-Atalanta e prima del doppio impegno della nazionale. «Osvaldo e De Rossi? Spesso dobbiamo cercare di toccare l'orgoglio dei campioni, dei giocatori, perché quando arrivano in Nazionale sono giocatori importanti. Loro sono arrivati feriti ed hanno dimostrato di essere comunque seri, perché l'accusa è stata pesante», ha dichiarato alla web tv zonemixte.fr.

Il commissario tecnico della nazionale italiana ha poi parlato del centrocampo azzurro, proprio con il giallorosso tra i protagonisti. «Pirlo-Marchisio-De Rossi il più forte centrocampo della storia? Quando abbiamo iniziato questa avventura due anni fa, abbiamo cercato di capire cose poteva esaltare questa squadra al di là della generosità, dell'equilibrio e dell'ordine tattico, e ci siamo resi conto che potevamo avere un centrocampo forte e abbiamo aggiunto un quarto uomo che poteva essere Thiago Motta o Montolivo, perché questo centrocampo ha tante caratteristiche, corsa, tattica, intelligenza, qualità di gioco, e abbiamo cercato di fare molto gioco in quella zona del campo».Proprio a centrocampo l'uomo nuovo potrà essere Marco Verratti, un pupillo di Zeman che lo scorso anno lo ha plasmato a Pescara. «Lo abbiamo messo nella lista dei 30 per gli Europei e giocava in Serie B. La cosa strana è che i nostri grandi club non sono riusciti a prenderlo, ma siamo contenti per l'esperienza internazionale che farà, ma è un talento che andava protetto e gestito in maniera diversa. Ha grande qualità, ha personalità e il Psg sarà di grandissimo aiuto soprattutto grazie a Carlo Ancelotti. Zeman ha detto che diventerà uno dei migliori centrocampisti in Europa? Sono d'accordo con lui che lo ha allenato, ma ha bisogno di fare esperienza internazionale».
M.F.

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