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Il Messaggero

C’è Zaniolo in fondo al tunnel

Getty Images

Mourinho ritrova il Nicolò vero, quello capace di aprire gli alettoni e portarsi via due, tre avversari ad ogni accelerazione

Redazione

In un giorno triste, potrebbe esser arrivata la svolta del campionato. Perché nonostante il ko nel derby, la Roma ritrova Zaniolo, scrive Stefano Carina su Il Messaggero. Quello vero, quello capace di aprire gli alettoni e portarsi via due, tre avversari ad ogni accelerazione. Una notizia che mitiga il disappunto per la sconfitta di ieri. Perché se a Pellegrini aggiungi Zaniolo, il volto della Roma cambia. Radicalmente. Sono loro due a dover risollevare la squadra. Nicolò ha terminato il match esausto e con un lieve affaticamento muscolare. Ancora una volta non ce l'ha fatta a completare 90 minuti. Ma nei 77 nei quali è stato in campo, è stato l'anima della Roma. Semplicemente devastante (lo ha rimarcato anche sui social con la foto di una sua progressione e la frase A testa altissima). Uomo ovunque, partito con il freno a mano tirato. Poi la mancata chiamata di Guida sul fallo di Hysaj - che dato il via al raddoppio di Pedro - è come se l'avesse svegliato dal torpore. Prima si è alzato, incredulo, e ha urlato verso l'arbitro. Poi nei confronti dei compagni. E mentre i biancocelesti festeggiavano il 2-0 è iniziata la sua partita. Ha sfiorato il 2-1 colpendo, come era accaduto già contro l'Udinese, un palo clamoroso. Stessa posizione, stessi sviluppi (da calcio d'angolo), medesima dinamica. Prima o poi dovrà smetterla e rinnegare l'amicizia che si è creata con il legno sinistro della porta sotto la Curva Nord ma quell'episodio al 27' gli ha dato ulteriore carica. Mourinho l'ha capito e infatti più volte ha urlato a Cristante di servirlo. Palla al piede, in velocità, sfruttando gli inserimenti da dietro, ha inanellato un paio di strappi dei suoi. Per la difesa della Lazio è diventato un incubo. A tratti, è sembrato di rivedere Juventus-Roma di due stagioni fa, quella con Sarri sulla panchina bianconera. Una partita che non contava nulla visto che la Juve era già matematicamente campione d'Italia e i giallorossi fuori dalla Champions.