Stadio Roma, Della Seta: “Non solo calcio, si tratta di opere ecocompatibili utili a tutta la città”

Parla l’ex presidente di Legambiente: “Si è trovato un punto di incontro tra interessi privati e quelli dell’amministrazione. E non dimentichiamo che alla città resterà anche un parco fluviale”

di Redazione, @forzaroma

«Se lo stadio nascerà con le caratteristiche concordate l’altra sera tra amministrazione e privati, allora nascerà un insieme di opere utili non solo alla squadra e al pubblico dei tifosi ma a tutta la città», parola di Roberto Della Seta, ecologista, ex presidente di Legambiente ed ex senatore del Pd. Ecco uno stralcio dell’intervista rilasciata a “Repubblica“: «Mi pare che la principale caratteristica del nuovo progetto è che non ci saranno le tre torri progettate da Daniel Libeskind».

Dispiaciuto?
«Sì. E lo dico da ambientalista. Penso che i grattacieli siano un simbolo di una città ecologica, perché a parità di cubature occupano meno suolo. E poi, essendo concentrati, favoriscono l’efficienza energetica e un modo migliore di organizzare lo spazio urbano, specie in una città che, nei decenni, ha avuto uno sviluppo orizzontale e disordinato».

Niente grattacieli significa, però, anche meno opere pubbliche. Si poteva fare di più?
«L’importante, per me, è che siano rimasti gli aspetti decisivi sottolineati dalla sindaca. E il primo è che tutto quello che si realizzerà a Tor di Valle avrà certificazioni “Leed Gold” che in tutto il mondo contraddistingue i grandi insediamenti realizzati secondo standard di eccellenza sull’uso dei materiali ecocompatibili e dell’efficienza energetica».

La delibera originaria, però, dovrà essere riscritta alla luce delle novità. Teme sorprese?
«Mi auguro di no. Sarebbe un segno di novità poter avere un impianto di questo tipo. In Italia gli stadi raggiungibili su ferro sono pochi. Forse giusto San Siro».

Soddisfatto, insomma?
«Mi sembra un passo avanti. Si è trovato un punto di incontro tra interessi privati e quelli dell’amministrazione. E non dimentichiamo che alla città resterà anche un parco fluviale, il secondo o terzo spazio verde all’interno del Raccordo. Mi sembra un segno di qualità urbanistica che per Roma è una novità».

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