Legge stadi, ore decisive (e la brutta figura di Letta)

di finconsadmin

(repubblica.it – SPY CALCIO F.Bianchi) Legge-stadi, giorni (ore) decisive. Ora se ne discute alla Camera, in occasione degli emendamenti sulla legge di stabilità. Ci sono problemi, non tutti sono d’accordo sulla nuova stesura preparata dal ministro Delrio, “renziano” di vecchia data. In caso di ulteriore bocciatura, dopo quella del Senato, oggi che tornerebbe a galla il disegno di legge dei deputati (Pd) Fossati e Nardella.

 

 

Ma in questo caso i tempi si allungherebbero, e non di poco. Su questa vicenda la classe politica (e ci mettiamo anche Letta, con questi testo formulato male che aveva spaventato tutti) ha fatto sinora una pessima figura. “Il Coni non legifera ma ha molto interesse che si creino i presupposti perché un privato abbia tre condizioni necessarie per investire nella costruzione di uno stadio: procedure certe, tempistica e la soglia minima per avere una sostenibilità finanziaria del progetto” ha spiegato ancora una volta Giovanni Malagò, n.1 dello sport, intervistato dal Processo del Lunedì che va in onda su Rai Sport 1 (prima parte 0,40% di share, 115.000 spettatori; seconda parte 0,60%, 117.000) .

 

“Sarei molto deluso se questa legge non fosse approvata, perché nella passata legislatura arrivò a pochi metri dal traguardo e poi tornò indietro come nel gioco dell’oca. Se adesso con questo governo di larghe intese, con un esecutivo che ha mostrato grande attenzione verso il mondo dello sport non ci si riesce, quando mai ci si riuscirà?”.

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