L’estate ultrà. Primi segnali preoccupanti

Gli stakanovisti della violenza sono sempre sul pezzo, per loro amichevole dolomitica in riva a un ruscello oppure sfida dal taglio internazionale in una capitale straniera non fa differenza

di Redazione, @forzaroma

Mentre il calcio italiano investe le sue energie migliori inseguendo le suggestioni del calciomercato, facendo la conta dei club solvibili e di quelli alla canna del gas, provando ad abbozzare una difesa credibile contro il cancro delle partite truccate, gli stakanovisti della violenza sono sempre sul pezzo, per loro amichevole dolomitica in riva a un ruscello oppure sfida dal taglio internazionale in una capitale straniera non fa differenza. L’importante è onorare l’avvenimento picconando l’immagine di un movimento che, a ben vedere, fa acqua da tutte le parti.

Due sabati fa a Pinzolo (Trento) un manipolo di sedicenti tifosi giallorossi si è posizionato sugli spalti dello stadio locale disturbando (eufemismo) la sconfitta della Roma contro una squadretta della serie B ungherese. Insulti a raffica (presidente Pallotta incluso) e striscioni programmati con cura: aGervinho, fino a ieri un idolo dal quale sembrava impossibile prescindere, hanno dato perfino del«mocio vileda». A dar retta alle cronache di primarie testate nazionali il manipolo in questione è in grado «di orientare il gradimento o meno» della Curva Sud: ciò significa che a Pinzolo si sono manifestate vecchie e nuove conoscenze delle forze dell’ordine senza che nessuno, a quanto sia dato sapere, abbia mosso un dito.

A una decina di giorni di distanza i dirimpettai della Lazio, se possibile, hanno fatto di più e di meglio: pur in presenza di un divieto specifico nei loro confronti, hanno pensato bene di ravvivare le ore precedenti l’amichevole che i biancazzurri hanno giocato (e perso) domenica a Bruxelles con l’Anderlecht. Scontri in piazza con i gentiluomini locali che hanno causato il fermo per alcune ore di 24 di loro, poi cortesemente riaccompagnati in albergo dalla gendarmeria belga. Focolai estivi di vecchia violenza che non sembrano avere turbato le giornate ormai prossime alle vacanze di chi invece dovrebbe essere deputato ad intervenire. Nessuno che abbia fatto due più due in presenza di gente schedata, certamente in larga misura daspata, già pronta ad avvelenare lo spettacolo. Gente in grado di finanziarsi viaggi all’estero o in località di villeggiatura. Ci attende un’altra annata in ostaggio degli ultrà?

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