Il 3-0 di Mora, dopo 13 minuti della ripresa, ha spazzato via i pensieri negativi e dato i contorni giusti al risultato, per quanto visto in campo
Roma, dimmi che credi!
Quando all'intervallo la Roma è andata a riscaldarsi negli spogliatoi sul 2-0, non c'è anima viva allo stadio Olimpico che non sia tornata con la mente a Manchester. Oppure all'Inter, stessa storia, stesso posto e stesso bar. Eppure qui è andata diversamente, nessuna rimonta subita. Perché il Sassuolo non è a quelle altezze. Perché troppo gustosa - scrive Davide Stoppini su 'Il Corriere della Sera' - era l'occasione per non coglierla, a leggerla con gli occhi di Gasperini, ora comodo al secondo posto aspettando Napoli-Lazio e Inter-Como. E perché la macchina da gol della Roma stavolta non s'è inceppata tra primo e secondo tempo: 31 reti in 11 giornate, giusto per dare un riferimento, nell'anno in cui Gasp raggiunse quota 98 gol (era il 2019-20), a questo punto della stagione l'Atalanta ne aveva segnati uno in meno. Il 3-0 di Mora, dopo 13 minuti della ripresa, ha spazzato via i pensieri negativi e dato i contorni giusti al risultato, per quanto visto in campo. Ma più che gli episodi, è giusto raccontare l'atteggiamento con cui la Roma è scesa in campo. Vero, di fronte c'era il Sassuolo, arrivato ora alla quinta sconfitta consecutiva e peggiore difesa della Serie A. Ma la voglia di cancellare Manchester, il modo con cui Soulé e compagni hanno aggredito la partita e poi continuato ad attaccare anche nella ripresa è per Gasperini un grande segnale, oltre che l'ennesima conferma di un gruppo solido, pieno di certezze.
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