La Roma al sole della Florida ma con tre casi da risolvere

di Redazione, @forzaroma

(Corriere della Sera – G.Piacentini) – La Roma è in America, per la seconda volta in pochi mesi. I giallorossi sono atterrati nella notte ad Orlando, dove trascorreranno il Capodanno(«Come Fantozzi», la battuta di Francesco Totti ieri mattina a Fiumicino prima della partenza) e dove in meno di una settimana avranno il compito di riuscire a conciliare esigenze tecniche e di marketing.

 

Sotto il sole della Florida, infatti, saranno giorni di sudore – oltre all’amichevole del 2 gennaio contro gli Orlando City che sarà trasmessa in diretta su Roma Channel, Zeman ha programmato 6 sedute di allenamento – e di pubbliche relazioni.

 

 

Il giusto equilibrio nella testa del presidente James Pallotta, che farà gli onori di casa, per portare avanti un progetto che in poco tempo ha permesso alla Roma di avere collaborazioni di altissimo livello fuori dal campo – quella con la Disney ne è l’esempio più lampante – ma che deve ancora crescere dal punto di vista dei risultati sportivi. Unici assenti nella spedizione giallorossa che ieri si è radunata a Trigoria, i sudamericani, che raggiungeranno a scaglioni (oggi si aggregheranno Lamela, Marquinho e Piris, domani Osvaldo, Marquinhos e Burdisso) i compagni di squadra.

 

 

 

Sono rimasti a casa Tallo e Nico Lopez, che parteciperà con l’Uruguay al campionato Sudamericano Under 20. Mentre la squadra e una parte della dirigenza sarà in Florida, però, nella capitale ci sarà chi continuerà ad occuparsi delle questioni tecniche: il d.s. Walter Sabatini. Il mercato di gennaio è infatti alle porte, e se non ci saranno grosse operazioni in entrata, non è altrettanto sicuro che non se ne concluda qualcuna in uscita. I nomi più «pesanti» sono quelli di Stekelenburg e Burdisso, ma Nico Lopez (piace a Catania e Siena), Marquinho (Palermo, che vorrebbe anche Borriello) e Tallo (probabilmente in serie B) potrebbero partire, tutti in prestito, a gennaio.

 

 

La questione più spinosa è quella legata a Burdisso, che prima della gara col Milan aveva chiesto alla società di essere ceduto perché non si sentiva più un titolare. La gara coi rossoneri ha dimostrato il contrario ma su di lui c’è il pressing del Napoli, che ha l’esigenza di rimpiazzare Cannavaro fino al termine della stagione. La Roma non vuole privarsene e se anche decidesse di farlo per rispetto nei confronti di un calciatore che ha dato tanto alla causa, non lo cederebbe ad una squadra italiana, per di più diretta concorrente per un posto in Champions. Discorso praticamente identico per Stekelenburg, che però a differenza dell’argentino non ha (ancora) chiesto di essere ceduto. Se andrà via, sarà solo all’estero

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