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Corriere della Sera

Dieci domande per l’allenatore che ha perso la parola

Getty Images

Sabato è arrivata la settima sconfitta in 16 giornate, e la Roma oggi è settima in classifica superata da Fiorentina e Juventus

Redazione

Domandare è lecito, rispondere è cortesia. Purtroppo le risposte di José Mourinho sono direttamente proporzionali ai risultati della Roma, arrivata alla settima sconfitta in 16 giornate, settima in classifica superata da Fiorentina e Juventus, agganciata dalla Lazio e con 8 punti in meno rispetto alla gestione di Paulo Fonseca che aveva finito al settimo posto, scrive Luca Valdiserri sul Corriere della Sera. E sembrava un disastro, tanto che già il 4 maggio, a stagione ancora in corso, i Friedkin avevano anticipato l’arrivo di Mourinho con un contratto triennale. Tante sono le domande che i giornalisti avrebbero voluto fare nel pre e nel post Roma–Inter. Tante le preoccupazioni dei tifosi giallorossi, che vorrebbero capire che cosa sta succedendo alla loro squadra. 1) Perché, in 90 minuti, dalla panchina non è mai arrivata una correzione tattica quando appariva evidente il dominio dell’Inter, soprattutto nella zona di Perisic e Bastoni? 2) Perché insistere con la difesa a 5 molto “bassa” anche quando la Roma è andata sotto di tre gol? 3) Ammesso l’alibi delle pesanti assenze (Karsdorp, Spinazzola, Pellegrini, El Shaarawy, Abraham, Carles Perez) come mai la Roma non ha praticamente giocato per tutta la partita mentre il Napoli, contro un’Atalanta in forma quanto l’Inter, ha combattuto fino all’ultimo senza Koulibaly, Manolas, Anguissa, Fabian Ruiz, Insigne e Osimhen? Eppure anche Spalletti, come Mourinho, è seduto da pochi mesi sulla nuova panchina. 4) Perché lasciare per 90’ in panchina Diawara, Darboe, Villar e Borja Mayoral (17 gol nella scorsa stagione), tutti giocatori con esperienza di serie A? È l’ennesimo messaggio alla società in vista del mercato di riparazione e della prossima stagione? 5) Perché definire “potenziale offensivo nullo” un attacco che poteva comunque contare su Shomurodov, pagato 18 milioni nell’ultimo mercato, e Zaniolo? 6) Perché svalutare a ogni dichiarazione pubblica la rosa che Mourinho ha disposizione? Come si può pensare di piazzare altrove calciatori che non sono mai stato usati o, peggio ancora, sono stati apertamente definiti di bassa qualità? 7) Queste parole non hanno già messo una pietra tombale sulla stagione: “Con questi ragazzi non riesco ad avere sensazioni negative. Chi dà tutto quello che ha non è obbligato a fare di più”? La Roma è davvero una squadra così mal costruita da non poter competere? 8) Come è stata preparata la difesa sui calci d’angolo avversari? Zaniolo si stacca dal palo per iniziativa personale o era un movimento previsto per marcare un avversario che tagliava verso la porta? 9) Figure come Francesco Totti, presente all’Olimpico dopo due anni, e Daniele De Rossi non aiuterebbero la Roma e lo stesso Mourinho nel processo di ricostruzione della società e della squadra? 10) Gli applausi della curva interista hanno inorgoglito José Mourinho oppure lo hanno intristito perché erano legati soltanto al suo passato e non al presente?