Il tecnico rossoblù ha preferito adattare il danese in un ruolo non suo, lasciando - ancora una volta - in panchina l'ex Roma
Mora tra luci e ombre: Rodrigo deve spiccare il volo
Doveva essere la ripartenza. È diventata un’altra salita. Il passaggio al Bologna aveva ridato speranza a Dovbyk: dopo le difficoltà a Roma, Artem sognava di ritrovare i fasti del passato. Ma dopo otto giornate i numeri raccontano altro: un solo gol, tante panchine e qualche problema fisico. L’arrivo di Palladino al posto di Tedesco non ha cambiato le carte in tavola. Anzi. Nelle gerarchie l’ucraino è stato scavalcato persino da Odgaard: contro il Cagliari l’ex Atalanta ha schierato il danese come prima punta, ruolo insolito per lui, che di solito gioca sulla trequarti. Con Piccoli fuori, la strada sembrava libera. Invece Dovbyk è rimasto ancora in panchina. È la sesta di fila.
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