L'orgoglio dell'allenatore del Genoa che mette nei guai la Juve: "È il coronamento del lavoro di questi ragazzi. Ho battuto Spalletti e Gasperini, i due a cui mi ispiro maggiormente"

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Daniele De Rossi batte Luciano Spalletti. Il Genoa manda al tappeto la Juventus, in una partita giocata benissimo contro uno dei suoi maestri. È tangibile l'orgoglio di DDR nel postpartita ai microfoni di 'Dazn': "Partita bella, di cuore, spirito, con qualche bella giocata, siamo molto contenti. Abbiamo valutato le caratteristiche dei giocatori, volevo mettere Baldanzi nelle condizioni di non avere sempre l'uomo attaccato al sedere, portandolo in una zona dove Gatti e Bremer avevano già un uomo. Lui si stava allenando bene in un momento in cui ha giocato meno. Ora con questa soglia più alta di fischio, giocare sull'uomo è meno produttivo. Abbiamo fatto 5-6 cambi rispetto all'ultima partita, è il coronamento di un lavoro fatto dai ragazzi".

DE ROSSI GASPERINI

Quando era calciatore si sarebbe mai immaginato di battere Spalletti in casa? "Io ho iniziato a pensare di questo lavoro molto presto, già quando avevo 25-26 anni lo imaginavo, poi più invecchiavo più pensavo alla mia seconda carriera. Io non batto nessuno, è un gioco di squadra, ma sfido questi mostri sacri, ho vinto contro Spalletti e Gasperini che sono quelli a cui mi ispiro, che stimo tantissimo, a cui cerco di rubare qualcosa. Sia quando vinco che quando perdo ho meno responsabilità di quelle che mi date, perché la differenza anche oggi l'hanno fatta i giocatori".

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