La teoria dell'ex giocatore polacco sui percorsi delle due romane, protagoniste di un grande avvio di stagione. Poi su Mancini: "Io non mando nessuno in panchina, al massimo si valuta chi è stanco"

Da qualche anno Roma e Lazio non viaggiavano quasi a braccetto in posizioni così alte di classifica e il primo scorcio di campionato ha evidenziato il ruolino di marcia super di entrambe. Un percorso che, secondo Zibi Boniek, non è neanche del tutto casuale: "Più la Lazio va forte, più la Roma manterrà alto il livello della concentrazione per fare altrettanto bene, vista la rivalità cittadina", la teoria dell'ex giocatore polacco campione d'Italia in giallorosso che esalta Gattuso: "Lo adoro, perché è una persona vera che non si nasconde e dice quello che pensa: è un allenatore bravo. Se fa troppi punti diventa antipatico (ride ndr). La Lazio gioca bene, ieri l’ho vista con il Sassuolo, è una squadra molto veloce che va sempre in verticale con tante sovrapposizioni e non fa nessun Tiki Taka", dice a 'Rete Sport'.

Boniek

Sulla Roma invece: "La partita di ieri sembrava chiusa poi c’è stato un finale targato Mora che mi è piaciuto perché questo ragazzo aveva fatto vedere poco. Il portoghese è un calciatore con una buona tecnica individuale ma la sua struttura fisica non l’aveva aiutato. Spero che questo gol possa fargli aumentare il livello dell’autostima. La Roma ha iniziato bene poi ha frenato nel secondo tempo, convinta di poter portare a casa il risultato, e ha subito il gol di Maldini. La risposta dei giallorossi è stata immediata, questo conferma che i calciatori in panchina possono fare bene. Ghilardi ha fatto un cross e una sovrapposizione straordinaria pur giocando poco. Il trio titolare della difesa è con Mancini, Ndicka ed Hermoso ma l’ex Verona e Balerdi sono calciatori di uno spessore importante. Mancini verso la panchina per Balerdi? Quasi quasi è diventato il primo attaccante. Anche nel secondo gol di Pisilli c’è molto di Mancini che ha servito Lulli che ha fatto il cross per Niccolò. Ieri è stato raggirato da Fadera ma non mando in panchina nessuno, è chiaro che se ci sono 20 giocatori di pari livello si deve valutare chi è stanco, ma questo Gasperini lo fa molto bene, infatti, poi ha messo Ghilardi che ha passato un pallone determinante a Mora. Soulé? Sta cambiando, è un classe 2003: quando ci si allena con un allenatore bravo si va incontro a dei miglioramenti. Ora è anche più resistente, si cresce a 26-27 anni figuriamoci alla sua età, ieri mi è piaciuto molto".

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