"Non è solo la modifica dei numeri dei partecipanti, servono una serie di scelte importanti che ci proiettino nei prossimi 10 anni di calcio in Italia che dovranno renderlo più competitivo e più credibile" ha aggiunto il presidente della Lega di Serie B
Oltre ad Alessandro Florenzi e Mauro Baldissoni, anche Andrea Abodi, presidente della Lega di Serie B, ha presenziato all'evento "Millepiazze per i nonni d'Italia". Il numero uno della serie cadetta è intervenuto ai microfoni di Rete Sport, affrontando alcuni temi come, ad esempio, Football Cares, l'iniziativa benefica lanciata dalla Roma per sostenere la crisi dei rifugiati, e la riforma dei campionati.
Queste le sue parole:
Questa è una settimana importante per la riforma dei campionati, incontrerà Tavecchio e si proverà a scendere da 22 a 20 squadre. E’ una settimana importante per tutti, sono decisioni che si prendono assieme. Se avessimo potuto decidere da soli lo avremmo fatto in questi 5 anni, troveremo una piattaforma comune. E’ necessario riformare non solo i campionati, ma l’intero sistema in ogni sua declinazione. Non è solo la modifica dei numeri dei partecipanti, servono una serie di scelte importanti che ci proiettino nei prossimi 10 anni di calcio in Italia che dovranno renderlo più competitivo e più credibile.
A proposito di credibilità, quanto è stato difficile ripartire dopo il caso-Catania?E’ stato difficile perché non ce l’aspettavamo, pensavamo di essere stati sufficientemente efficaci. Bisogna affrontare e contrastare queste situazioni con senso di responsabilità e dignità. Io vorrei che questo sia il campionato della svolta, al di là delle valutazioni tecniche, calcistiche e sportive dobbiamo dare le risposte in termini di comportamenti e linguaggi. L’esperienza vissuta in questi due mesi deve essere messa a patrimonio, per non farla succedere più; poi è chiaro che il rischio che qualcuno cada e si faccia prendere dalle “umane miserie” c’è sempre. Dobbiamo minimizzarlo e abbiamo raddoppiato gli sforzi in questo senso. La credibilità e la reputazione sono fondamentali per lo spettacolo sportivo e per qualsiasi impresa.
Una bella iniziativa a cui la Serie B ha aderito è Football Cares, proposta dalla Roma. Ha aderito la Serie B ma non hanno aderito grandi club della massima serie. Penso sia un ambito nel quale bisogna muoversi senza costrizioni, con sincerità e spontaneità. La responsabilità sociale è un versante su cui noi continuiamo a lavorare: il calcio ha il dovere di farlo e questo è utile anche a recuperare la dimensione umana che si è persa negli ultimi decenni, la propria anima ed anche il proprio pubblico.
© RIPRODUZIONE RISERVATA