Il brasiliano può diventare il nuovo pezzo del puzzle di Gasp

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Un Mora a Roma è già arrivato. Ora, forse, se ne sta per aggiungere un altro. Con una differenza: il suo cognome finisce con “-to” e in campo fa il difensore centrale. Morato è il nome nuovo per la difesa. A sorpresa, D'Amico ha piazzato l'affondo: si tratta col Nottingham per un prestito con diritto di riscatto, che può diventare obbligo a determinate condizioni. Classe 2001, 1,92 di altezza e tanta strada già fatta. Dal San Paolo al Benfica, dove è arrivato a 18 anni, fino alla Premier League con il Nottingham Forest. Un colosso buono, mancino e duttile: nasce centrale, ma può fare il terzino sinistro e, all'occorrenza, anche l'esterno a tutta fascia. Al Benfica lo ha già fatto. Un profilo che può stuzzicare Gasp. E poi quella “pietra di ghiaccio”, il soprannome coniato dal padre per raccontare la sua freddezza. Dietro Morato c'è una storia particolare, dentro e fuori dal campo. Ora può esserci la Roma. Il brasiliano può diventare il nuovo pezzo del puzzle di Gasp.

Nottingham Forest v Burnley - Premier League

Il Brasile, il San Paolo e poi il Benfica: nasce la storia di Morato

Felipe Rodrigues da Silva, per tutti Morato. Un nome che dice già molto delle sue origini: è nato a Francisco Morato, città dello stato di San Paolo, e proprio da lì arriva il nome con cui ha costruito la sua carriera. Il calcio, invece, parte dal San Paolo, dove cresce nel settore giovanile e si mette in mostra fino alla vittoria della Copinha nel 2019. È proprio dopo quel successo che arriva la svolta: il Benfica lo porta in Portogallo a 18 anni, investendo circa 6 milioni sul giovane brasiliano. Prima la squadra B, poi la prima squadra e la Champions. Morato cresce, diventa protagonista e nel 2024 il Nottingham Forest lo acquista per circa 11 milioni più bonus. Un viaggio iniziato nella sua città, passato per San Paolo e Lisbona e arrivato fino alla Premier. Ora, forse, la prossima fermata può essere Roma.

Il passaggio al Nottingham e il clamoroso dato sui recuperi palla

Il Nottingham gli cambia prospettiva. In Inghilterra Morato scopre un altro calcio, un altro modo di vivere il pallone. E si ambienta subito: diventa uno dei perni della sorprendente squadra di Nuno Espirito Santo, quella capace di sognare la Champions e di mettere in difficoltà quasi tutti. Con il brasiliano in campo, il Forest trova solidità e concede poco. Poi, però, cambia tutto. Il Nottingham crolla, la corsa verso l'Europa si trasforma in una lotta per la salvezza e Morato perde spazio. Ma non in Europa League. Lì si prende la scena: 14 presenze, una finale sfiorata e un dato che racconta il suo rendimento meglio di qualsiasi parola: è il difensore con più palloni recuperati nella competizione. Nessuno come lui. Un dettaglio che non è sfuggito a Gasp.

La promessa a Larissa

Ma dietro al difensore c'è una storia speciale. Nel 2019 Morato era ancora al San Paolo. E si preparava a giocare la finale della Copinha contro il Vasco. Larissa aveva sei anni. Combatteva contro un tumore al cervello. Era diventata la piccola mascotte della squadra. I giocatori decisero di rasarsi i capelli per lei. Morato fece di più. Fu proprio Larissa a tagliargli i capelli, pochi minuti prima della finale. Un gesto forte. Anche perché pochi mesi prima il brasiliano aveva perso la sorella Rafaela. Voleva sentirla accanto a sé. Il San Paolo vinse ai rigori. Larissa festeggiò con la squadra e ricevette anche una medaglia. Da quel giorno il legame non si è mai spezzato. Morato è ancora in contatto con lei. E Larissa, oggi, tifa anche per il Nottingham Forest. Chissà che presto non possa aggiungere un'altra maglia alla sua collezione. Quella giallorossa.

Difensore sì, ma non solo: Morato può fare il centrale, il terzino e la fascia

Il fisico c'è. La tecnica anche. E soprattutto c'è la duttilità. Morato è un centrale mancino, ma non si ferma lì. Nel corso della sua esperienza al Benfica ha imparato a muoversi anche sulla sinistra. Terzino. Esterno. All'occorrenza, tutta fascia. Può farlo. Con i suoi 1,92 metri porta centimetri e forza nel reparto. È bravo nei duelli. Sa difendere in avanti. E quando recupera palla non ha paura di uscire dalla linea e accompagnare l'azione. Una caratteristica importante per Gasp. Nella difesa a tre può giocare da centrale o da braccetto. Può stringere. Può allargarsi. Può seguire l'uomo. E può dare una mano anche sulla corsia. Un giocatore da modellare, ma con tante delle caratteristiche che piacciono a Gasperini. Il suo prossimo ruolo, però, potrebbe essere quello di nuovo pezzo della difesa giallorossa.

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