Al Teatro Sala Umberto la presentazione di “Il metodo Vincent(e) – L’Alberologia, le mie radici, le mie vittorie”, con il capitano da 10 anche sul palco

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Totti, Candela e la contestazione a Trigoria: "Per colpa sua mi hanno sfondato la macchina"

Vincent Candela questo pomeriggio al Teatro Sala Umberto ha presentato il suo libro “Il metodo Vincent(e) – L’Alberologia, le mie radici, le mie vittorie”, pubblicato da Ribalta Edizioni e scritto insieme a Mara Pacifico e con Igor Artibani. Alla presentazione hanno preso parte anche leggende della storia della Roma come Francesco Totti e Bruno Conti, l'ex presidente Rosella Sensi e il tifosissimo giallorosso Carlo Verdone. Tra ricordi, legati in particolare allo Scudetto del 2001, e racconti di momenti indimenticabili per il popolo romanista, l'ex capitano è stato protagonista di uno show tutto da ridere.

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Totti e l'elogio a Candela: "Aveva una testa... superiore a tanti altri"

Francesco Totti ha avuto il compito di presentare il Vincent Candela compagno di squadra. "Vissuto dallo spogliatoio non si può raccontare", ha ironizzato subito il numero 10. "Io, come tanti altri miei colleghi, abbiamo avuto la fortuna di conoscere la persona. Oltre ad essere un giocatore, l'uomo è la cosa più importante. Lui è un ragazzo semplice, adorabile e disponibile, che se ti deve dare un dito ti dà un braccio. Non sto facendo il ruffiano perché sta qua, è vero", ha proseguito. Totti poi ha ricordato l'arrivo di Candela alla Roma, nel gennaio '97: "E' arrivato a gennaio, in punta di piedi, e in campo ha preso subito il palcoscenico. Quell'anno arrivarono Tetradze e Candela, ci prendevano tutti in giro. Sono due tipi di giocatori diversi, però Vincent poi è uscito come tutti volevano e si aspettavano. Faceva il terzino, ma per me non è stato mai terzino, aveva i piedi di un trequartista. E una testa di... (momenti di esitazione e risate dal pubblico), una testa superiore a tanti altri. Lui non correva sul campo, saltellava e sembrava un ballerino. Lui non toccava il terreno, lui volava", l'elogio firmato dal capitano.

Quella contestazione a Trigoria e le maledizioni di Totti a Candela

Totti ha proseguito ricordando un aneddoto a dir poco curioso che lo lega a Candela. "Ancora gli do maledizioni su maledizioni. A fine campionato eravamo a Vicenza, finì il campionato e lui non aveva più voglia di rimanere a Roma. Era intenzionato a cambiare squadra. Già aveva scelto l'Inter: si può dire, no? Però abbiamo cercato di farlo ragionare in tutto e per tutto, ma non c'era possibilità. Alla fine poi il presidente e il mister si imposero per farlo rimanere a Roma. Lui non voleva rimanere a Roma, però iniziò il ritiro come tutti gli anni. Un'ora prima mi chiama e mi dice 'Capitano, Capitano, posso venire con te a Trigoria?'. Gli dico 'certo', spesso andavamo insieme con la macchina. Lui mi ha chiamato perché c'era la contestazione a Trigoria. 'Dice: io mi metto in macchina con Francesco e in linea di massima può essere che mi salvo'. Che fa? Si mette dietro. Io avevo una macchina con i vetri un po' scuri, arriviamo a Trigoria e c'erano 5.000-7.000 persone. Non potevo più muovermi, ero bloccato. C'erano insulti e altro, io dicevo che Candela era un bravo ragazzo e che voleva rimanere. Non so come l'abbiano visto, era sdraiato dietro come un sarcofago ma avrà fatto capoccella o qualcosa... L'hanno visto e bum! Mi hanno sfondato la macchina".

Presenti anche Bruno Conti e Rosella Sensi: le loro parole

C'è stato spazio anche per gli interventi di Bruno Conti e Rosella Sensi. Così Marazico: "L’ho convinto a restare. Candela è diventato romanista col tempo, la squadra del 2001 era simile a quella del 1983 che vinse lo scudetto. Sono onorato di essere qui e orgoglioso". Anche l'ex vicepresidente ha parlato di Vincent: "Candela per me oggi è più un amico rispetto a prima. Quando giocava c’era un rapporto tra professionisti, ora siamo più liberi e ha al fianco una donna fantastica".

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