Undici metri, tanto spesso dista la storia nel magnifico mondo del calcio. Lo è stato in positivo per alcuni eroi per caso come Grosso, Brehme, Jugovic. In negativo per campioni come Baggio, Conti, Terry, Graziani. Undici metri sono stati spesso la distanza tra Francesco Totti e l’immortalità, tra quello che sembra facile ma in momenti delicati mette strizza e paura a tanti. E ieri di motivi per aver paura ce ne erano tanti. Ma non per tutti, non per Totti che eroe per caso non lo è mai stato e mai lo sarà . Ottantotto rigori a segno, media dello 0,85. Nessuno come lui. Eccone in ordine crescente di importanza una breve carrellata che hanno fatto la storia: sua, della nazionale, della Roma, del calcio.

29 giugno 2000 Italia-Olanda 3-1 (d.c.r)

totti olanda

Stilisticamente il più bello. Quello che ha fatto il giro del mondo e ancora oggi viene portato d’esempio come emblema di sberleffo e pazzia, di incoscienza e genio assoluto. Giovedì 29 giugno 2000, Europei di Belgio e Olanda, semifinale Italia-Olanda. Tempi regolamentari e supplementari finiscono sullo 0-0, si va ai rigori. Il terzo rigorista degli Azzurri è Francesco Totti. "Mo je faccio er Cucchiaio" confida all'amico Di Biagio nel dischetto di centrocampo mentre attendeva il suo turno. Nessuno ci credeva. E così fu: van der Saar beffato dallo scavetto e Italia in finale dopo un match epico. Da quel giorno il Cucchiaio è diventato il copyright di Francesco. Un gesto a metà strada tra il coraggio e l'incoscienza. A insegnargli questa tecnica era stato Rudi Völler alla Roma. "Se avessi sbagliato, non sarei più uscito di casa" confessò all'indomani del rischioso gesto.

AS Roma v Torino FC - Serie A

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